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Sant’Agata de Goti e i draghi dell’archeologia

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 Benevento – “Stirpe di Draghi” è il titolo della splendida mostra in corso a Sant’Agata de Goti che celebra con successo la memoria di Saticola presentando al pubblico internazionale il secondo vaso di Assteas ritrovato nella città, per educare alla tutela del patrimonio archeologico attraverso la cultura L’effigie all’interno della mostra inaugurata a Sant’Agata de Goti il 19 marzo scorso parla chiaro: “Le favole insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”; ed è così che la città caudina considerata all’avanguardia per lo sviluppo turistico e culturale nel Sannio affronta la promozione della tutela del patrimonio archeologico locale. “Stirpe di draghi” presenta il secondo vaso del ceramografo pestano Assteas proveniente dalla necropoli di Saticola, città sannita a nordest del borgo, sede fin dagli anni Settanta di ritrovamenti preziosi troppe volte trafugati ed esportati verso altri continenti. Il breve tragitto rigorosamente pedonale che raggiunge la sede della mostra si presenta ricco di bellezze architettoniche: la via Roma, arteria del tessuto labirintico medievale, partendo dalla piazza detta del boschetto, antica riserva di caccia ducale, tocca la chiesa romanica di Sant’Angelo de Munculanis, il museo Diocesano, il convento delle monache Redentoriste voluto da Sant’Alfonso con il portico del 1924, giungendo alla chiesa sconsacrata di San Francesco, polo museale della città. La mostra si articola in due presentazioni consecutive, entrambe di grande suggestione: la prima dedicata alla figura del drago nella storia, la seconda al bellissimo cratere del IV secolo raffigurante Cadmo che uccide il serpente dai cui denti nasceranno gli Sparti. Altri tesori si ammirano all’interno della chiesa fondata nel Quattrocento e ampliata fino al Settecento, come il sepolcro di Ludovico Artus, feudatario protetto da Giovanna I d’Aragona e il pavimento dipinto da Giuseppe Massa, autore delle ceramiche nel chiostro di Santa Chiara a Napoli. E’ attraverso l’amore per la bellezza e la cultura che si educa al rispetto e alla tutela del patrimonio: questo il messaggio della mostra fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale e dalla Soprintendenza Archeologica, realizzata impiegando fondi comunitari, che accoglie visitatori da tutto il mondo grazie ai volontari locali. Una valida politica di prevenzione di supporto al nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, di cui l’Italia è stata la prima al mondo a dotarsi nel lontano 1969, ispirando le successive raccomandazioni dell’UNESCO rivolte agli altri Paesi. “Stirpe di draghi” a Sant’Agata de Goti è aperta sabato, domenica e festivi , orari 10.00-13.00 e 16.00- 20.00. Venerdi 16.00-20.00. Visite di gruppo e scuole su prenotazione dal sito www.santagatadegoti.net

di Rosanna Biscardi

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