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Scontri A1, Calcio Napoli: ”Non è tollerabile che persone violente possano viaggiare indisturbate

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Al lavoro una task force di investigatori della Digos di Napoli, Roma e Arezzo per identificare i responsabili dei disordini

“Il Calcio Napoli condanna fermamente gli atti e i comportamenti di alcuni presunti tifosi, che purtroppo ancora frequentano gli stadi italiani, creando da sempre per i veri appassionati disagi e pericoli. Terrorizzando, come è successo ieri sull’autostrada A1, anche persone che tra l’altro erano completamente estranee a qualunque tifo calcistico”. Lo afferma in una nota il club azzurro dopo i gravi scontri tra Ultras del Napoli e della Roma avvenuti ieri in autostrada. “Auspichiamo – aggiunge il club – che il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, voglia prendere una volta per tutte iniziative appropriate e radicali“.”L’Inghilterra – scrive il Napoli – negli anni ’80 ha estirpato i facinorosi dagli stadi rendendo il calcio inglese il più sicuro e spettacolare del mondo, con provvedimenti drastici ma efficaci”. Nell’auspicare interventi radicali del ministro Piantedosi si sottolinea che “sarebbe ingiusto, per colpa di poche centinaia di individui, vietare le trasferte a tutti. Ma non è tollerabile che persone violente possano viaggiare indisturbate per l’Italia e frequentare gli stadi”.

Intanto, sugli scontri, e’ al lavoro una task force di investigatori della questura di Arezzo e del personale della Digos di Roma e di Napoli, coordinati dalla Procura di Arezzo. Sono quasi 300 le persone da identificare tra coloro che, domenica 8 gennaio,  hanno preso parte agli scontri lungo un tratto dell’autostrada A1 nei pressi dell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), bloccando per circa un’ora la circolazione del traffico.

La gran parte dei partecipanti ai tafferugli erano incappucciati, cosa che sta rendendo più lunga e complessa l’operazione di identificazione da parte della Polizia di Stato. Il procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, ha emanato una serie di disposizioni operative al fine di arrivare quanto prima all’identificazione dei teppisti. Proprio i poliziotti della Capitale e del capoluogo campano hanno il compito di cercare di attribuire un nome e un cognome ai tifosi filmati nelle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, dai telefoni cellulari degli automobilisti in transito e anche dai video diffusi sui social. Gli investigatori impegnati nelle indagini, coordinate dalla Procura di Arezzo, hanno già ravvisato alcune possibili fattispecie di reati da contestare eventualmente ai tifosi violenti una volta identificati: rissa aggravata, interruzione di pubblico servizio e attentato alla sicurezza dei trasporti e della circolazione stradale.

 

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