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Un Napoli lezioso la spunta a Palermo

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Napoli Il Napoli espugna il “Barbera” rispondendo alle vittorie di Juventus e Roma: rigore di Higuain e pratica espletata.La prova degli azzurri non è stata tuttavia irreprensibile atteso il valore dell’avversario.

I rosanero infatti stanno vivendo una stagione surreale con continui cambi di “panchina”; ciò si riflette inevitabilmente sulla squadra, priva di un’identità precisa, senza gioco né idee.

Non ha colpe il neo-arrivato Novellino ma contro il Napoli il Palermo come squadra non c’era, affidandosi a giocate dei singoli, di qualità non elevata, e ad un pressing isolato e disorganizzato; Palermo tuttavia obbligato a far punti e perciò tutt’altro che “chiuso a riccio”.

Insomma l’avversario ideale per chi ha la propria forza nella qualità della manovra e nelle ripartenze.

Eppure il Napoli non va oltre lo 0-1 segnando peraltro su rigore.

Attenzione: le partite si vincono anche così allorquando l’avversario è ostico o impermeabile o si attraversa un calo fisico o appannamento mentale.

Niente di tutto questo per gli uomini di Sarri: squadra in buona forma, sontuosa nel palleggio e nel possesso palla, incantevole nei fraseggi e nei movimenti.

E’ mancato però costantemente l’ultimo passaggio, la precisione sotto porta, la cattiveria nel battere a rete.

E’ come se il Napoli si specchiasse nella sua superiorità tecnica, si divertisse nell’imbrigliare l’avversario nella sua fitta rete di passaggi perfetti.

Un gran bel vedere, ma con due o più gol di vantaggio. Non con il risultato in bilico, con un calcio da fermo o una deviazione che può rovinarlo.

Va bene divertirsi e divertire, fare un calcio spettacolare; a patto però che si concretizzi.

Criticare una squadra a 64 punti e dopo una vittoria può apparire esagerato. Ma non è una critica, è un rimprovero. Entrava la palla di Vazquez e forse staremmo parlando d’altro.

Perdonabile un calo fisico o mentale, non un atteggiamento lezioso, in una stagione in cui un gol in più può fare la differenza in classifica.

Il bel gioco porta applausi, i gol portano punti.

di Mario Civitaquale

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