SCAFATI – Ieri sera, venerdì 7 febbraio, presso la parrocchia Santa Maria delle Vergini in Scafati, si tenuto per il Settore Adulti dell’Azione Cattolica della Diocesi di Nola un incontro speciale. Un appuntamento dedicato alla figura del beato Pier Giorgio Frassati che il prossimo 3 agosto sarà canonizzato santo in Piazza San Pietro da Papa Francesco in occasione del Giubileo dei Giovani. Per approfondire la sua storia quale ospite poteva essere migliore se non Roberto Falciola? Falciola è, infatti, vice postulatore della causa di canonizzazione di Pier Giorgio e presiede l’Opera diocesana P.G. Frassati di Torino.
Ieri sera sul palco ha ripercorso brevemente i punti salienti della vita del beato. Frassati è stato un giovane torinese, figlio di Alfredo, fondatore del quotidiano “La Stampa” nel 1895, e di Adelaide Ametis. Ha vissuto all’inizio dello scorso secolo, tra il 1901 e il 1925. Dunque in un’epoca del tutto diversa dai giorni nostri. E allora perché la sua storia può ancora interessare ai giovani di oggi?
Pier Giorgio è stato innanzitutto un socio dell’Azione Cattolica. Ha condotto la sua breve vita incarnando il Vangelo e il motto associativo di AC “Preghiera, azione, sacrificio”. Era un ragazzo come tanti altri: studiava e aveva amici. Era attivo di fronte ai fatti politici della sua epoca. Non sopportava le ingiustizie e fu pronto ad azzuffarsi con i fascisti in nome della democrazia. Morì per una poliomielite fulminante prima di laurearsi.
Nonostante fosse di buona famiglia, probabilmente contrasse la malattia stando a contatto con i poveri che amava aiutare e assistere. La sua vita, prima e dopo la morte, è stata un’importante testimonianza di fede cristiana. Ieri Falciola ne ha ripercorso le tappe e le curiosità, mostrando anche fotografie di documenti e lettere private di Frassati. Sempre prezioso l’invito del beato a “Vivere, non vivacchiare”.
Di Valentina Mazzella

