Teatro Mercadante, l’immortalità di “Anna Karenina” da Tolstoj a Luca De Fusco

RECENSIONE – L’amore passionale, la moralità sociale, la condizione femminile, la ricerca della felicità: i temi fondamentali esplorati da Lev Tolstoj nel suo romanzo “Anna Karenina” (1877). Nel presente la magistrale regia di Luca De Fusco riporta l’immenso capolavoro senza tempo sul palco del Teatro Mercadante di Napoli. “Anna Karenina” è in scena dal 1° al 6 aprile in una rappresentazione in due atti. L’adattamento della sceneggiatura è a cura di Gianni Garrera e dello stesso Luca De Fusco. La stesura è stata studiata per integrare nei dialoghi dei personaggi molte parti espositive del romanzo.

Il cast è di un livello eccezionale. Nel ruolo della protagonista una delle migliori attrici italiane, Galatea Ranzi. A seguire altri notevoli interpreti: Paolo Serra (Karenin), Giacinto Palmarini (Vronskji) e poi Stefano Santospago, Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto e Giovanna Mangiù. Nella messa in scena non manca l’inconfondibile tecnica cara a De Fusco che ama mescolare il linguaggio del teatro con quello del cinema attraverso l’uso sapiente delle proiezioni.

La scelta di portare al teatro “Anna Karenina”, dopo aver in passato già rappresentato “Guerra e Pace”, non è casuale. Si tratta della personale decisione del regista di manifestare contro un tentativo politico di colpire con una sorta di damnatio memoriae la cultura russa da quando è scoppiato il conflitto tra Ucraina e Russia. Al di là delle drammatiche vicende belliche e politiche internazionali, la cultura russa ha regalato al mondo grandissimi autori che appartengono al mondo occidentale e non vanno dimenticati. Ecco allora che è giusto divulgare ancora Tolstoj.

Anna Karenina è uno di quei personaggi della letteratura che hanno raggiunto l’immortalità. In una condizione di frustrazione e disperazione, chi non ha mai pensato di rinunciare a tutto per scappare con l’amore della propria vita? È giusto farlo anche a dispetto dei propri figli? Sono circostanze divisive. Anna, come Madame Bovary di Gustave Flaubert, rappresenta la donna repressa e sopraffatta dalle aspettative e dalle imposizioni della società di allora e forse ancora di oggi. La si ama o la si odia. In ogni caso è impossibile ignorarla. Per questo “Anna Karenina” è un grande classico che, a distanza di un secolo e mezzo, fa ancora riflettere e interrogare lettori e spettatori.

Di Valentina Mazzella 

 

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