Manifestazione di protesta del collettivo vegano e antispecista “Spazio Animale” di fronte allo Store “Spazio Berna”

Napoli – questa mattina nel cuore del Vomero, gli attivisti e le attiviste del collettivo “Spazio Animale” hanno manifestato e protestato dinnanzi al punto “Spazio Berna” un flagship store ossia non un semplice negozio. Come ha spiegato il direttore generale di Parmalat, Bassani, si tratta di un punto in cui da una parte si celebrano i 75 anni di Berna sul territorio

campano, con una rete che conta 5 mila punti vendita tra negozi e supermercati e, dall’altra parte, si tratta di un punto di riferimento per le famiglie napoletane che potranno conoscere i processi produttivi, acquistare i prodotti dell’azienda e conoscere le nuove offerte.

Il latte e, più in generale l’industria lattiero-casearia, è sinonimo per tantissime persone di tradizione, cibo sano e salute. Il latte da sempre è considerato essenziale per crescere sani e forti. Tuttavia il collettivo Spazio Animale ha voluto mostrare la dura e crudele realtà che si cela dietro un bicchiere di latte.

Attraverso una perfomance con alcuni attivisti che impersonavano dei vitelli, altri che distribuivano volantini e parlavano con i passanti e con anche uno striscione, il collettivo ha mostrato quello che accade e che viene abilmente nascosto o dissimulato dal marketing e

dalle aziende.

Per poter produrre latte, le vacche vengono continuamente ingravidate e dopo 4-5 anni di questo ciclo infernale (in natura i bovini possono vivere fino a 20 anni) , sia fisicamente che mentalmente, vengono portate al macello. Moltissime di loro non saranno neanche in grado di stare in piedi perché stremate da un ciclo innaturale che causa anche vari problemi di salute (infiammazioni alle mammelle, mastite, tumori ecc).

Se il latte è considerato un momento di unione della famiglia, questo non è vero per i bovini. A distanza di pochi giorni, a volte neanche dopo un giorno, i vitelli vengono portati via dalle madri perché considerati uno scarto o per essere venduti alle aziende che producono carne di vitello. Pianti e urla, sia dei vitelli che delle mucche, possono protrarsi per settimane e finanche mesi. Una vera sofferenza emotiva e psicologica. Distruggiamo una famiglia per bere il latte destinato ai piccoli di un’altra specie.

Discostando per un momento il discorso dalla vita indegna a cui gli animali sono costretti in questa morsa del profitto, allevare e consumare i corpi non è sostenibile.Il settore zootecnico è una delle principali fonti di gas serra, dell’impoverimento del suolo, della deforestazione e della perdita di biodiversità. Almeno il 70% della deforestazione globale è dovuto all’agricoltura e la maggior parte è dovuta alla necessità di ricavare sempre nuovi spazi per l’allevamento. Questo significa che il 70% delle terre agricole e un terzo dell’acqua potabile del mondo sono usati per allevamento e coltivazione di mangimi. (fonti FAO, IPCC). L’attuale governo ignora coloro che attualmente stanno pagando con la vita le conseguenze delle attività umane: gli animali selvatici che soffrono a causa della perdita del loro habitat naturale e gli animali d’allevamento vittime di un sistema di produzione alimentare brutale ed efferato.

Tutto questo viene finanziato con le tasse dei cittadini ed è ingiusto che vengano utilizzati soldi pubblici per alimentare un sistema che non giova nessun territorio, nessuna comunità ma arricchisce solo chi possiede gli stabilimenti di produzione e fa abuso di risorse e della vita altrui.

L’industria del latte e dei derivati non sono altro che forme di sfruttamento e crudeltà.

Esistono, spiegano gli attivisti e le attiviste di Spazio Animale, alternative vegetali che non comportano sfruttamento, morte, inquinamento e perdita di biodiversità.

Non è una tradizione, ma sfruttamento. Si può vivere benissimo senza bere il latte di altre specie e lasciare le famiglie unite. È una scelta che ciascuno di noi può fare ogni giorno. Così possiamo cambiare l’attuale sistema. Ogni giorno possiamo fare la differenza, per gli animali, per le persone e per il pianeta.

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