ROMA – Negli ultimi giorni è stato spesso sottolineato che Papa Leone XIV è il primo pontefice agostiniano della storia della Chiesa cattolica. Bene, ma cosa significa e cosa ci suggerisce questa informazione? In primis banalmente che il nuovo vescovo di Roma appartiene all’Ordine di Sant’Agostino. Nello specifico questo dato può suggerirci un paio di deduzioni.
Sant’Agostino d’Ippona (354 – 430) è stato un filosofo, un vescovo, un teologo, un monaco e un mistico romano di origine berbera e lingua latina. Viene comunemente ricordato anche solo come Sant’Agostino, nonché Padre, dottore e santo della Chiesa cattolica. Viene chiamato anche Doctor Gratiae (“Dottore della Grazia”) ed è probabilmente il maggiore rappresentante della Patristica. Ha vissuto in un periodo di grande dogmatismo negli ambienti ecclesiastici. Una fase storica in cui la Chiesa propugnava con fermezza la sua verità.
In quest’atmosfera di indiscutibilità, Sant’Agostino si è contraddistinto come il filosofo del dubbio. La sua ricerca mistica e religiosa fu contrassegnata da un profondo conflitto interiore, da un discernimento puntellato dalle incertezze. Ecco allora che Papa Leone XIV, nonostante abbia alle spalle una pragmatica preparazione matematica, potrebbe rivelarsi un pontefice disposto ad accogliere la filosofia agostiniana e il dubbio come parte della fede.
Il dubbio non come un germe da debellare senza riflettere, ma come punto di partenza per interrogarsi e vivere con maggiore consapevolezza la fede e la ricerca di Dio. Resta scontato che per la Chiesa – e ovviamente nella visione agostiniana – Dio sia la sola e principale risposta che garantisce pace e serenità alle anime angosciate.
In ultimo, ma non da meno Sant’Agostino fu anche colui che disse: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Frase spesso equivocata che invita tutti ad agire non lontano dalla morale cristiana, ma sempre in nome dell’amore. In conclusione non rimane altro se non prestare ascolto e scoprire a quali linee il nuovo Papa sarà più fedele.
Di Valentina Mazzella

