Metti una sera di maggio, un’accogliente location sul lungomare di Napoli, insieme al giovane e allegro “scugnizzo campano” che si circonda di numerosi ospiti, il risultato è un mix gioioso. Lui unico protagonista, il Piedirosso, dai Campi Flegrei a Ischia, una sola identità, due territori, il vulcano, la terra, il mare, e le sue molteplici rivelazioni..
Dinanzi il suggestivo panorama del lungomare di Napoli a Mergellina nella sala accogliente della trattoria N’Ata Cosa, tra calici, storie di territorio e gustose degustazioni, si è svolto l’evento “Sulle orme del Piedirosso, vitigno e terroir” un momento bellissimo di unione e condivisione.
Il Piedirosso o “Per’e palumm”, cioè “zampa di colomba” per il colore rossastro del raspo, spesso considerato fratello minore di sua maestà Aglianico, ma solo in termini di produzione, in risultati non ha certo nulla da invidiare al cugino francese pinot nero, grazie al lavoro condotto ormai da decenni dai suoi produttori. Da diversi anni buoni interpreti, capaci di liberarlo dai problemi che spesso presenta questo vitigno che richiede cure attente, potature regolari e un’attenta gestione delle piante. Lui, il Piedirosso, con la sua agilità, scattante, sincero, sapido, grazie alla sua versatilità e ai suoi tannini delicati, si abbina molto bene con i tanti piatti della tradizione napoletana rivelandosi il compagno perfetto per una serata colloquiale tra amici, dinanzi tranci di gustose pizze e un primo della tradizione ‘ziti allo scarpariello’ proposto dallo chef di casa.
La serata organizzata da Davide Carusi sommelier AIS Caserta e consulente vitivinicolo in perfetta sinergia con la presenza di tutti i produttori, è stato un bel successo, tra la gradita partecipazione di amici, appassionati e addetti ai lavori. Con il servizio impeccabile del sommelier Andrea Cerino AIS Napoli, la degustazione è stata guidata da Franco De Luca, Coordinatore Didattica AIS Campania, che ha introdotto e dato voce alle aziende in degustazione:
– Per’e Palummo Ischia Doc 2023 Antonio Mazzella
Siamo sul versante Sud dell’isola, a circa 150 metri sul livello del mare, vigneti estremi e vendemmie eroiche. Le vigne sopra e la cantina sotto. Tre generazioni, un passato colmo di sacrifici ed impegno, fondate da Nicola nel 1940 e ampliata e perfezionata da suo figlio Antonio. Le uve utilizzate provengono dalla zona di Barano d’Ischia, in particolare dai comuni di Grotta di Terra e Monte Barano, coltivate da 300 a 500 metri sul livello del mare. Macerazione delle bucce con il mosto da 3 a cinque giorni, controllo della temperatura di fermentazione, trasformazione e affinamento in acciaio per cinque mesi.
DEGUSTAZIONE: Un calice rosso rubino intenso, al naso rapisce per i caratteristici profumi di fiori e frutti rossi, tra amarene e violette selvatiche, un sorso armonico ed equilibrato.
– Piedirosso Campi Flegrei Doc 2023 dell’Azienda Agricola Mario Portolano con la presenza di Mara Portolano
Un grande esempio di vigneti urbani, nei Campi Flegrei poco distante dal centro, nel Rione Toiano, densamente abitato a Pozzuoli. L’amore per la natura si avverte in ogni bottiglia prodotta dalla cantina Mario Portolano, che con orgoglio utilizza solamente le proprie uve, raccolte dai vigneti di famiglia. Giunta alla quarta generazione, oltre alla viticoltura, questa famiglia eccelle nella creazione di guanti in pelle artigianali, garantendo in entrambe le attività un ineguagliabile standard di qualità. La tenuta si estende su una superficie vitata di circa 5 ettari e mezzo, su un sottosuolo a carattere decisamente vulcanico a causa della vicinanza con il Vesuvio e la Solfatara; in un clima tipicamente mediterraneo, con la brezza proveniente dal vicino mare. Le uve, accuratamente selezionate, vinificano in acciaio, per poi venire in seguito imbottigliate.
DEGUSTAZIONE: Un calice rosso rubino acceso, Il naso è attraversato da sensazioni di ciliegia alternate a interessanti profumi floreali e note salmastre, in bocca si esalta e si consacra la frutta rossa in un sorso croccante, con un tannino preciso e una beva decisamente appagante.
– Per’e Palummo Ischia Doc 2023 Tommasone, con la presenza di Lucia Monti e Giuseppe Andreoli
La vite, il vino e l’uomo, un legame che sull’isola d’Ischia ha origini millenarie, come testimonia il ritrovamento a Lacco Ameno della famosa Coppa di Nestore nella necropoli di San Montano. Nel 1999, Antonio Monti intraprende la ristrutturazione delle antiche cantine e il reimpianto delle vecchie vigne di proprietà. Dal passato al presente e al futuro di famiglia: dopo gli studi in viticoltura ed enologia in Germania, e dopo vari stage ed esperienze in Italia e all’estero, la figlia Lucia che dal 2009 conduce l’azienda, continua il progetto avviato dal papà. Unica donna a produrre vino a Ischia, affiancata dal marito Giuseppe Andreoli, Lucia rappresenta la parentesi rosa nel panorama vitivinicolo ischitano. Con lei, le radici la storia, il duro lavoro in vigna e la passione continuano ad essere la forza delle Cantine Tommasone. Vigne terrazzate che si estendono dalle coste ai pendii montani, una superficie vitata di 12 ettari, divisi in ben 15 piccole particelle che vanno dal Comune di Lacco Ameno a nord-ovest, a Forio nella parte occidentale dell’Isola, fino ad arrivare a Sant’Angelo, il punto più meridionale dell’isola d’Ischia, con una delle più prestigiose vigne: la Tenuta Monte Zunta a 450 sul livello del mare.
DEGUSTAZIONE: un calice rosso rubino intenso con riflessi violacei tendenti al granato al naso rapisce con un profumo ampio, ricco ed intenso, ancorato su note fruttate e speziate, di sottobosco, mora selvatica e lampone. Un sorso pieno e avvolgente, con un finale leggermente speziato.
– Piedirosso Campi Flegrei Doc 2023 Quarto Miglio, con la presenza di Ciro Verde
L’azienda agricola e agrituristica, a conduzione familiare, è situata a Quarto nell’area dei Campi Flegrei, lungo l’antica via Consolare Campana che collegava Pozzuoli a Capua. La Famiglia Verde si dedica alla produzione vinicola da diverse generazioni: già a fine ottocento Raffaele Verde facesse uno dei vini migliori di Quarto. In tutta la sua storia la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte coraggiose ed innovative, mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. Dal 2004, dopo un’alternanza di 4 generazioni, Ciro Verde gestisce in prima persona le attività legate alla cantina.
DEGUSTAZIONE: un calice rosso rubino con toni violacei, con profumi di frutti rossi della famiglia delle rosaceae e note erbacee. Un sorso morbido e di grande freschezza, con richiamo delle sensazioni olfattive.
– Piedirosso Campi Flegrei Doc Terrazze sui campi 2021 di Tenuta Loffredo, con la presenza di Gennaro e Castrese Loffredo
Vignaioli nei Campi Flegrei da tre generazioni, Tenuta Loffredo si trova nella piana di Quarto, a Nord-Ovest di Napoli che sorge all’interno di una depressione vulcanica di forma ellittica, il più grande cratere spento dei Campi Flegrei. Tenuta Loffredo è un’azienda a conduzione familiare, legata a una tradizione che, fortificandosi negli anni, è stata tramandata di padre in figlio. La composizione del terreno sui cui nascono le uve di Tenuta Loffredo è sabbiosa con composizione vulcanica, originata dalle diverse eruzioni dei Campi Flegrei. Il vigneto sorge su un altopiano organizzato a terrazzamenti pozzolanici.
Fermentanzione in acciaio a temperatura controllata e un successivo affinamento in acciaio ed in bottiglia, in base all’annata.
DEGUSTAZIONE: un calice rosso rubino intenso, offre profumi dominati da note di ciliegia, mora e ribes nero, con un elegante nota fumé e carattere sulfureo. Un sorso di grande piacevolezza elegante, sapido e intenso con un equilibrata acidità.
Tra la storia millenaria e il fascino dei territori, nessuna sfida ma bensì un confronto e un dialogo sul protagonista indiscusso, il Piedirosso con le sue diverse espressioni e le moderne interpretazioni, con la forza e la carica dei suoli vulcanici e la brezza del mare espressa dalle diverse sfumature nei calici.

