Gallerie d’Italia, “Dama col liocorno”: ancora un mese per contemplare il capolavoro di Raffaello Sanzio

Foto di Valentina Mazzella.

NAPOLI – Ancora un mese a disposizione per contemplare di persona il capolavoro di Raffaello Sanzio presso “Le Gallerie d’Italia” in via Toledo. L’opera esposta è la celebre “Dama col liocorno”, a Napoli fino il 22 giugno. La mostra fa parte della rassegna “L’Ospite illustre”, un programma di scambi con importanti musei italiani e stranieri avviato dal 2015 dalla sede museale.

Il quadro è in prestito dalla Galleria Borghese di Roma ed è allestito nella sala dedicata al Martirio di sant’Orsola di Caravaggio che, nel frattempo, si trova presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini per la mostra “Caravaggio 2025”.

La “Dama col liocorno” sembra per alcuni aspetti simile alla Gioconda di Leonardo da Vinci, almeno come impostazione. Si presume che Raffaello abbia conosciuto l’opera leondardesca, per la prima volta, poco dopo essersi trasferito a Firenze alla fine del 1504. La “Dama col liocorno” fu realizzata intorno al 1505. Il quadro ricorda tantissimo, innegabilmente, anche la “Dama con l’ermellino” dello stesso Leonardo. Senz’altro il dipinto sarà stato per Raffaello un modello di riferimento. Soprattutto per la posa, per lo sguardo e le mani che stringono un animale.

In braccio la donna raffaelliana regge un poccolo liocorno, simbolo di purezza verginale. Questo perché, nella mitologia, si trattava di un animale addomesticabile solo dalle vergini. Il liocorno era anche un immagine associata alla famiglia Farnese.

Sono state inoltre formulate anche molte ipotesi sull’identità del soggetto ritratto. Secondo alcuni esperti potrebbe trattarsi proprio di Giulia Farnese che fu amante di papa Alessandro VI. I Farnese fecero, infatti, un uso smodato del liocorno come simbolo. L’animale fu spesso raffigurato sulle pareti e sui soffitti delle loro dimore, nei ritratti, negli affreschi, nei quadri e nell’emblema di famiglia. Un’altra ipotesi azzarderebbe ad associare la fanciulla del ritratto a Caterina Gonzaga di Montevecchio, vedova del conte Ottaviano Gabrielli di Montevecchio. 

Di Valentina Mazzella

 

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