Qualcuno avrà sicuramente visto dei pupazzetti agganciati alla borsa di qualche ragazza. Magari senza prestarci molta attenzione. Qualcun altro starà ancora cercando di leggere bene la parola “Labubu” nel titolo, chiedendosi di cosa si tratti. Niente di speciale. Nessuna diavoleria. Semplicemente la nuova moda del momento.
I Labubu sono dei peluche che stanno conquistando il cuore di molti appassionati di oggetti morbidi e coccolosi. Sono prodotti da collezione, realizzati con un design riconoscibile e colorato. Spesso sono ispirati a creature fantastiche, animali o personaggi carismatici. Hanno espressioni furbe e mascalzone. I Labubu più rari posseggono accessori e dettagli particolari.
La loro popolarità è cresciuta rapidamente grazie ai social. Molti amanti condividono, infatti, foto e video dei loro Labubu preferiti. In alcuni casi servono anche solo per decorare le mensole o un angolo della propria cameretta. È una tendenza che si rivolge un po’ a tutte le età, dai bambini agli adulti. Alcuni giudicano i Labubu un ghiribizzo per esprimere la propria personalità, senza prendersi troppo sul serio. Vivaci e irresistibili per i fan, in tanti li considerano un simbolo di positività e spensieratezza.
Per chi ha più anni potremmo addirittura azzardare un paragone. Nulla di diverso dalla moda dei famosi Diddl tanto in voga negli anni Novanta e Duemila tra i Millennials. Chi può mai dimenticare quel topolino bianco, dai piedi enormi, le orecchie grandi e la coda sottile? Con le sue salopette colorate, fu a lungo onnipresente tra i regali di compleanno di innumerevoli ragazzine di quel tempo. Ieri come oggi, un vero e proprio business. Un merchandising ricco di peluche, quaderni, cornici, astucci, diari e gadget di qualsiasi tipologia che gli adolescenti adoravano collezionare.
Opinione altrettanto diffusa associa la frenesia per i Labubu anche a quella che, a partire dal 1998, scoppiò per i celebri Furby. Anche per quegli animaletti robotici, distribuiti da Hasbro, si formarono lunghissime file fuori ai negozi fisici. Le statistiche del resto dimostrarono che i Furby, dopo il Tamagotchi, divennero l’electronic pet più venduto al mondo.
I Labubu, invece, nello specifico nascono come una creazione dell’artista Kasing Lung, di Hong Kong. In origine erano personaggi illustrati in dei libri per bambini. Sono diventati poi famosi a livello internazionale grazie a una collaborazione con il produttore di giocattoli Pop Mart che ha avuto l’intuizione di trasformarli in oggetti da collezione. Ad oggi, soprattutto per la presenza sul mercato delle “blind box” vendute a prezzi esorbitanti, i Labubu rappresentano anche e soprattutto un fenomeno che fa inevitabilmente riflettere sul consumismo sfrenato della società del benessere.
Di Valentina Mazzella

