ROMA – Oggi i beati Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati sono stati ufficialmente canonizzati in Piazza San Pietro a Roma da Papa Leone XIV durante la liturgia delle ore 10:00. Dinnanzi alla basilica e per le strade della capitale la folla di fedeli presenti per assistere all’evento storico si perdeva a vista d’occhio. Si stima che nella piazza ci fossero 80mila persone. All’evento ha assistito di persona anche la famiglia di Carlo Acutis, inclusa la mamma Antonia Salzano. Di fatto è soltanto la seconda volta nella storia della Chiesa che una madre assiste alla canonizzazione di un figlio. In passato era capitato con Assunta Carlini nel 1950, presente alla canonizzazione della figlia Maria Goretti con Papa Pio XII.
La decisione di annunciare Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati santi della Chiesa Cattolica era stata presa da Papa Francesco. Inizialmente l’intenzione era quella di canonizzare Carlo il 27 aprile e Pier Giorgio il 3 agosto, rispettivamente in occasione del Giubileo degli Adolescenti e del Giubileo dei Giovani. Il messaggio era chiaro. Bergoglio indicava i due ragazzi come modelli da seguire per le nuove generazioni. Poi Francesco è venuto a mancare lo scorso Lunedì in Albis, il 21 aprile 2025. Dopodiché Papa Prevost ha cambiato le date previste e ha scelto il 7 settembre. Non si nasconde deludendo abbastanza i Giovani del Giubileo. Tuttavia non differisce il sottotesto della scelta della Chiesa nel canonizzare i due ragazzi.
Il tempo dei santi martiri delle persecuzioni, dei santi scalzi in saio e delle sante spose di Cristo nei monasteri non è terminato. Il Cattolicesimo non abbandona le sue origini, non rinnega se stesso. Semplicemente apre uno sguardo sulla santità vissuta dalle nuove generazioni. “Non sprecate le vostre vite” è stato l’invito di Papa Leone. La canonizzazione di Carlo Acutis e di Pier Giorgio Frassati offre una lezione condivisa: la testimonianza della fede nella vita quotidiana, l’impegno giovane e la fiducia nel valore di ogni gesto. I laici possono essere santi. Anche uno studente universitario amante della montagna che fuma la pipa e ha un normalissimo gruppo di amici. Anche un adolescente nerd appassionato di informatica, videogiochi e Pokemon con addosso la felpa.
Soprattutto oggi, nell’era dell’uso smodato della tecnologia, magari una figura come quella di Carlo Acutis può essere un faro nella notte. Non solo da beato ha già ispirato migliaia di giovani in tutti i continenti. Carlo può aiutare a riflettere. A non demonizzare a prescindere qualsiasi cosa, qualsiasi innovazione. Dinnanzi alle nuove sfide del mondo online rappresenta un esempio di discernimento su come usare Internet come sano intrattenimento. Senza ledere la dignità propria e degli altri. Senza mettere a rischio nessuno. Senza offendere o danneggiare il prossimo.
Pier Giorgio Frassati, invece, ci ricorda l’incredibile esigenza di accoglienza, ascolto e carità di cui ancora adesso la società soffre disperatamente. Anzi, forse nel presente viviamo povertà diverse rispetto a quelle dei primi decenni del Novecento in cui Pier Giorgio visse. Non basta più donare scarpe o pagare rette scolastiche ai bisognosi: per inciso, già non sarebbe male! Ma indubbiamente la realtà del 2025 vive nuove tipologie di povertà, più spirituali. Ai vecchi problemi si sommano nuove sfide: ad esempio l’isolamento, l’alienazione sociale, l’apparenza, l’assenza di empatia.
Insieme – Acutis e Frassati – parlano alle nuove generazioni e ci rivelano che l’amore si rende visibile attraverso i piccoli gesti. Insegnano a credere nella potenza delle azioni ordinarie: costruire ponti tra fede e vita, tra tecnologia e misericordia, tra ideali e concretezza. Ricordano il valore della coerenza attraverso cui fare scelte. Scelte che, fatte con consapevolezza e responsabilità, permettono a qualsiasi persona di essere più autentica e non l’ombra di se stessa.
Di Valentina Mazzella

