CINEMA – Sembra appena ieri e invece accadeva nell’agosto dello scorso anno: Alain Delon ci salutava e si univa al cordoglio la sua collega Claudia Cardinale. Complice anche la distribuzione della nuova serie Netflix “Il Gattopardo”, le immagini della giovanissima Claudia con Delon, nei panni rispettivamente di Angelica e Tancredi nel lontanto 1963, erano diventate virali. E oggi, a sorpresa, ci ritroviamo invece a dire addio anche a lei, proprio a Claudia Cardinale. L’attrice si è spenta circondata dall’affetto dei figli a Nemours, vicino Parigi, dove abitava ormai stabilmente da qualche anno. Aveva 87 anni.
Come si può oggi raccontare la sua storia e chi è stata? Claudia Cardinale viene considerata l’attrice italiana più importante emersa negli anni Sessanta. In termini di notorietà internazionale, l’unica che abbia raggiunto una fama paragonabile a quella di Sophia Loren e Gina Lollobrigida, entrambe comunque della precedente generazione ed emerse negli anni Cinquanta.
Negli anni Sessanta la stampa internazionale ha spesso definito Claudia Cardinale addirittura donna più bella del mondo. La sua è stata una bellezza capace di affascinare anche i più prestigiosi dei registi. Dalla commedia all’italiana agli spaghetti western, dalle pellicole drammatiche a quelle storiche fino ai film hollywoodiani. Ha partecipato a più di 150 film, alcuni dei quali tra le pietre miliari del cinema d’autore. Il tutto senza disdegnare lavori saltuari al teatro, nella musica e in televisione.
La sua bellezza esotica e il suo carisma permisero a Claudia Cardinale di farsi notare nel 1957, quando venne scelta per un ruolo in “Il bell’Antonio” di Mauro Bolognini. Nel corso del decennio successivo, l’attrice si impose come una delle interpreti più richieste del cinema italiano. Ha lavorato con registi del calibro di Luchino Visconti, Federico Fellini e Sergio Leone.
La sua già citata interpretazione ne “Il Gattopardo” (1963) è immortale. Vi recitò accanto anche a Burt Lancaster. Il film è il capolavoro che ne consolidò il prestigio internazionale. A seguire con “C’era una volta il West” (1968) di Sergio Leone, in cui interpretò Jill McBain, espresse una profonda forza interiore. Non solo l’aspetto, ma anche la sua intensità emotiva l’hanno sempre resa sullo schermo una presenza magnetica.
Spesso identificata come simbolo della sensualità mediterranea, Claudia Cardinale è stata capace di distinguersi anche per l’intelligenza dei suoi ruoli. Non è mai stata relegata soltanto alla semplice “bella che non balla”. Ha sempre interpretato personaggi complessi e forti, anticipando molte figure femminili emancipate.
Negli anni ha conservato una grande coerenza artistica e personale. Ad esempio scegliendo ruoli che rispecchiavano i suoi ideali quali l’impegno per i diritti delle donne e la lotta contro la violenza di genere. Oggi il cinema è in lutto. Non ha perso solo una figura sinonimo di eleganza, talento e integrità. Con ammirazione salutiamo una leggenda della pellicola, degna di ammirazione e grande stima.
Di Valentina Mazzella

