“After the Hunt – Dopo la caccia” di Guadagnino: con Julia Roberts una riflessione sulle mine del woke

RECENSIONE – Il film “After the Hunt – Dopo la caccia” è un thriller drammatico e filosofico che sfida l’ideologia woke e il policamente corretto. La regia è del maestro italiano Luca Guadagnino. La sceneggiatura è stata scritta da Nora Garrett. Il cast vanta nomi di qualità come l’incredibile Julia Roberts, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg e Ayo Edebiri. Ciononostante l’opera ha ricevuto dalla critica delle recensioni abbastanza contrastanti.

La storia è ambientata negli USA, presso l’Università di Yale. In un contesto elegante e snob, composto da giacche di tweed, calici di vino e sigarette. La tranquillità dei dibattiti di filosofia, etica e morale della vita accademica viene interrotta da un caso di presunto stupro di un professore su una studentessa nera, figlia di una famiglia facoltosa. Guadagnino si è ispirato a un vero fatto di cronaca.

“After the Hunt” è una pellicola volutamente provocatoria che non scioglie l’ambiguità, ma sceglie di amplificare dubbi e dilemmi. Il suono di un ticchettio accompagna la narrazione che evoca a tratti l’angoscia dei montaggi di Alfred Hitchcock e lo stile delle inquadrature di Bernardo Bertolucci. È il tempo che scorre mentre i sospetti e gli interrogativi si affollano. Quale personaggio mente? Chi invece dice la verità? 

Il malessere è percepibile per tutta la durata del film. Parte della critica non ha gradito la scarsa attenzione prestata al tema della violenza sessuale, poco delicata. Il punto è che l’ambizione di Luca Guadagnino era quello di accendere il focus su altri argomenti. Ad esempio sulle difficoltà dei giovani contemporanei nel dialogare con gli adulti, le derive del politicamente corretto, gli abusi psicologici e l’impossibilità talvolta di accertare il vero e il falso.

“After the Hunt – Dopo la caccia” può sembrare un film scorretto, ma desidera in realtà esplorare le fragilità della società moderna, le sue contraddizioni, i pregiudizi che incatenano le persone, le nuove dinamiche sociali insane che sostuiscono i modelli tossici vecchi. La contemporaneità cerca soluzioni, ma finisce purtroppo con l’inciampare in nuovi ostacoli.

Di Valentina Mazzella 

 

 

 

 

 

 

 

 

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