NAPOLI – Sono trascorsi quattro anni dal crollo che provocò la distruzione di diverse congreghe presso il Cimitero Monumentale di Poggioreale (NA). I parenti delle vittime furono costretti per giorni a scavare tra le macerie nella speranza di recuperare i resti mortali dei propri defunti. Nel presente la zona interessata è rimasta interdetta. Ieri, in occasione del 2 novembre, i cittadini si sono affollati nel camposanto per celebrare la festività del giorno. Tuttavia è stato evidente sotto gli occhi di tutti come le condizioni anche dei percorsi aperti al pubblico non versino in condizioni ideali.
Transenne, macerie, immondizia, tombe aperte, erbacce e topi sono purtroppo all’ordine del giorno tutto l’anno. In alcuni casi addirittura sono visibili dei resti umani in nicchie abbandonate o in cappelle profanate. Molte bare di salme non riconosciute o non del tutto identificate ancora sono accumulate senza sepoltura in un capannone in una zona chiamata “il Quadrato”. L’odore pungente non tarda a farsi avvertire nell’aria.
Attualmente si è in attesa del dissequestro della parte crollata. Dovrebbero seguire delle opere di messa in sicurezza. La Curia pare abbia in cantiere un progetto da mezzo milione di euro. Il Comune di Napoli ha annunciato che l’inizio dei lavori per il “Quadrilatero degli uomini illustri” dovrebbe essere imminente. Nei fatti le promesse sembrano ancora parole senza riscontro con azioni vere. Restano il rammarico e l’indignazione provate dai cittadini partenopei di fronte a una gestione così vergognosa di un problema che la dignità umana non riesce ad accettare.
Di Valentina Mazzella

