“Blanca”, terminata la terza stagione che conferma la qualità della serieTV

RECENSIONE – È terminata lunedì sera la terza stagione di “Blanca”, serieTV tratta dai romanzi omonimi di Patrizia Rinaldi. Le sceneggiature sono state scritte da Francesco Arlanch, Mario Ruggeri e Luisa Cotta Ramosino. La regia curata da Nicola Abbatangelo, senza particolare discontinuità rispetto alle prime due stagioni.

“Blanca 3” ha confermato e rafforzato la capacità della serie di mescolare il genere giallo, l’emozione e l’introspezione. Un vero trittico che in questa nuova edizione ha trovato toni più intensi. I sei episodi sono andati in onda in prima serata su Rai 1 dal 29 settembre al 3 novembre 2025 e sono attualmente disponibili ancora in streaming su RaiPlay.

La consulente non vedente Blanca Ferrando (interpretata da Maria Chiara Giannetta) ha affrontato innanzitutto una prima prova di forza: la perdita del cane guida Linneo che segna l’inizio di una caduta psicologica evidente. Il registro della serie pertanto cambia. Non più soltanto l’intuito investigativo che vince contro i pregiudizi. Anche un processo di vulnerabilità, di smarrimento e di trasformazione.

Dal punto di vista narrativo, la stagione si è struttura attorno a un caso orizzontale: la scomparsa di un bambino e una rete di traffico che attraversa più puntate. Poi di volta in volta i tradizionali casi autoconclusivi a fine episodio. Questa scelta paga: il ritmo ne guadagna consistenza e il pubblico è coinvolto nell’arco lungo della stagione. L’epilogo chiude con forza il cerchio. Raccoglie quanto era stato seminato, senza lasciare nulla in sospeso.

Sul piano emotivo, la stagione “gioca” col buio. Non solo letteralmente perché Blanca teme l’oscurità per la prima volta, ma metaforicamente. Esplora il tema della solitudine, del futuro incerto e della paura di non essere più “capace”. Delicata la riflessione profonda sul tema della maternità e della genitorialità, tutto stemperato spesso dell’umorismo dei vari personaggi.

Il cast resta di qualità, a partire dall’intensa performance della Giannetta. Le ambientazioni della meravigliosa Genova e la fotografia regalano alla serie un’estetica di impatto. In conclusione la terza stagione di Blanca è stata capace di reinventarsi pur restando fedele al suo spirito di partenza. Il racconto di una protagonista con disabilità che non è solo “eroe”, ma in primis una persona con ferite, dubbi e desiderio di rinascita.

Non si è verificato un temuto “salto dello squalo”: un qualche espediente che avrebbe potuto abbassare la qualità della narrazione. Nessuna trama è parsa diluita con l’acqua “per allungare il brodo”, com’era fattibile temere. I personaggi e le storylines seguono i loro tempi e il finale lascia aperta la porta per eventuali nuove e future avventure.

Di Valentina Mazzella 

 

 

 

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