Addio a Peppe Vessicchio, il Maestro più amato del Festival di Sanremo

ROMA – È scomparso oggi il Maestro Beppe Vessicchio in maniera del tutto inaspettata per il suo pubblico più affezionato. Aveva 69 anni. È avvenuto presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di una complicazione di una polmonite interstiziale. Ne danno l’annuncio i familiari.

Giuseppe Vessicchio era napoletano. Preferiva, infatti, “Peppe” piuttosto che “Beppe” come ipocoristico, spiegando che “sopra l’Arno è Beppe, sotto l’Arno è Peppe”. Le parole con cui in un’intervista una volta aveva sciolto il dubbio amletico.

Vessicchio è stato uno dei direttori d’orchestra, arrangiatori e musicisti più amati e riconoscibili della musica italiana. Persona squisita, è entrato nella cultura pop della televisione italiana. Sarà molto difficile da oggi in poi immaginare ad esempio un Festival di Sanremo senza di lui. A gran voce gli spettatori già acclamano un premio della critica che celebri il suo nome. Persona amabile dai modi garbati, sapeva intrattenere rapporti simpatici con tutti. Memorabili le sue collaborazioni anche con il giovane gruppo dei The Jackal.

Nato a Napoli nel 1956, Peppe Vessicchio si era formato presso il Conservatorio musicale di San Pietro a Majella. Figura carismatica, dalla voce pacata e dal look inconfondibile: con la sua barba bianca è diventato indubbiamente un’icona. Negli anni ha saputo coniugare competenza tecnica e grande capacità comunicativa, trasformandosi in un simbolo della musica colta e popolare allo stesso tempo. La sua carriera inizia negli anni Settanta come musicista e arrangiatore, collaborando con artisti come Edoardo Bennato, Elio e le Storie Tese, Ornella Vanoni e Zucchero.

Come dicevamo, è stata però la sua presenza al Festival di Sanremo a consacrarlo nel cuore del grande pubblico. Fin dagli anni Novanta, il Maestro Vessicchio è diventato uno dei protagonisti fissi della kermesse, dirigendo le orchestre di celebri interpreti e firmando arrangiamenti raffinati e riconoscibili. Ogni sua apparizione sul palco dell’Ariston è stata accolta con affetto quasi reverenziale. Il pubblico ha coniato non a caso l’espressione ironica, ma sincera: “Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio”, diventata un vero tormentone nazionale.

Oltre alla carriera televisiva, Vessicchio è stato un profondo studioso del rapporto tra musica e natura, tema a cui ha dedicato libri e conferenze. Ha sempre sostenuto l’importanza delle armoniche naturali e del potere terapeutico del suono. Con la sua intelligenza gentile e il suo approccio umanista, ha saputo far dialogare la musica popolare con la ricerca scientifica e filosofica, guadagnandosi il rispetto di colleghi e appassionati.

Peppe Vessicchio ha rappresentato dunque una figura rara nel panorama culturale italiano: un maestro capace di unire competenza, passione e umanità, trasformando ogni nota in un gesto di autentica bellezza. Il suo ricordo vivrà nella musica che ha tanto amato.

Di Valentina Mazzella

 

 

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