RECENSIONE – Un solo atto, ma di risate incessanti e scroscianti. “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta è tornato con successo al calcare il palcoscenico del Teatro San Ferdinando di Napoli. Lo spettacolo è in scena dallo scorso 6 novembre fino a domenica 16. La regia e l’adattamento sono curati da Leo Muscato con Gianfelice Imparato. L’opera è stata scelta per celebrare il centenario dalla morte di Eduardo Scarpetta avvenuto il 29 novembre del 1925.
La storia è una commedia brillante che conserva ancora oggi una freschezza sorprendente. Scritta per la prima volta nel 1908, tutti ne ricordano anche il film di Mario Mattoli del 1954 con Totò. Nel presente abbiamo un cast all’altezza delle aspettative composto, in ordine alfabetico, da: Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Arianna Primavera, Giuseppe Rispoli, Ingrid Sansone e Michele Schiano Di Cola. Le scenografie di Federica Parolini accattivano l’attenzione dello spettatore con colori e semplicità.
La trama insegue la tradizione letteraria dell’equivoco che si amplifica scena dopo scena. L’esito è un meccanismo comico perfetto. Felice Sciosciammocca viene convinto dal nipote Ciccillo di trovarsi in un manicomio. Alla luce di ciò interpreta ogni gesto quotidiano come un segno di follia. Ne viene generata una catena irresistibile di malintesi. La musicalità del dialetto napoletano costituisce ancora un punto di forza. Eccezionale la precisione dei tempi scenici. La normalità muta in farsa senza mai perdere eleganza. I personaggi, vivaci e caricaturali, riflettono vizi e debolezze universali.
La pièce era già di suo immediata e godibile anche per il pubblico contemporaneo. Tuttavia un valore aggiunto è stato menzionare anche la famosa Legge Basaglia del 1978 che ancora non era ovviamente in vigore all’epoca della stesura del testo originale. La riforma, ricordiamo, comportò la chiusura degli ospedali psichiatrici rivoluzionando la psichiatria. Introdusse una nuova prospettiva di cura che valorizzasse la dignità e l’inclusione delle persone con disagio mentale. “Il medico dei pazzi” si propone pertanto al pubblico come una satira garbata, intelligente e ancora molto attuale, capace di divertire con arguzia e leggerezza.
Di Valentina Mazzella

