“Sniper Alley – To My Brother”: la storia che arriva a Napoli e scuote le coscienze

Il docufilm premiato al Glocal DOC 2025 approda al Festival del Cinema dei Diritti Umani con una testimonianza che intreccia memoria, dolore e impegno civile

L’arrivo a Napoli del docufilm Sniper Alley – To My Brother rappresenta uno di quei momenti in cui la cultura, l’impegno civile e la memoria storica riescono a fondersi in un’unica, potente narrazione. Il film, premiato come miglior documentario al Glocal DOC 2025 di Varese per “la forza con cui intreccia memoria personale e storia collettiva”, trova nel capoluogo campano un contesto ideale per amplificare il suo messaggio di pace, giustizia e responsabilità verso la storia. La proiezione del 29 novembre, ospitata allo “Spazio Comunale Piazza Forcella” nell’ambito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, segna la prima nazionale italiana di un’opera che sta registrando un forte impatto emotivo in tutta Europa.

Il racconto al centro del docufilm nasce dall’esperienza di Džemil Hodžić, che a soli 13 anni visse la tragedia dell’uccisione del fratello Amel, colpito da un cecchino il 3 maggio 1995 durante l’assedio di Sarajevo. Da quel trauma è nato “Sniper Alley Photo”, un progetto che ricostruisce la memoria dell’assedio attraverso le immagini dei più importanti fotoreporter di guerra. Il film prodotto da Creative Motion, studio di Pescara impegnato da anni in progetti culturali internazionali, porta sullo schermo una narrazione intima che però parla al mondo intero.

A Napoli saranno presenti i due registi, Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, introdotti dal coordinatore del Festival Maurizio Del Bufalo. La serata sarà arricchita da una performance musicale dal vivo con Max Fuschetto e Pasquale Capobianco, mentre il dibattito finale vedrà gli interventi di Hodžić, del fotoreporter Mario Boccia, della giornalista Nicole Corritore e della mediatrice linguistica Fiorenza Grilli.
Un evento che, nella Napoli dei diritti e delle contraddizioni, trova un terreno fertile per riflettere sul significato della memoria e sul dovere di raccontare la verità.

Le immagini di Sarajevo e la Napoli che accoglie le storie del mondo

La presenza di Sniper Alley – To My Brother al Festival dei Diritti Umani assume un valore simbolico profondo per una città come Napoli, da sempre crocevia di culture, lingue e memorie. Le immagini dell’assedio di Sarajevo, riportate alla luce attraverso filmati d’archivio e testimonianze come quella del giornalista Toni Capuozzo, diventano un ponte tra due realtà capaci di comprendere l’urgenza del racconto e la fragilità dei diritti. Nel docufilm, la storia di Džemil e Amel non è soltanto un ricordo doloroso ma un monito contro ogni forma di disumanizzazione, soprattutto in una contemporaneità segnata da nuovi conflitti e da indagini inquietanti come quella milanese sui presunti “cecchini del weekend”.

Il Festival del Cinema dei Diritti Umani dedica quest’edizione ai popoli curdo, sahrawi e palestinese, rafforzando l’idea che la memoria non appartiene solo ai luoghi in cui nasce ma diventa patrimonio globale. Il documentario trova così una collocazione naturale nel programma di una manifestazione che da diciassette anni, grazie all’associazione Cinema e Diritti, continua a dare spazio alle voci più fragili e alle storie più difficili da ascoltare.

La forza di Sniper Alley – To My Brother è la sua capacità di rendere universale un dolore individuale. Il titolo, dedicato ad Amel, diventa il simbolo di un legame che oltrepassa i confini geografici: un richiamo al “fratello” che ognuno riconosce nelle lotte per la dignità e la giustizia. In un presente ancora ferito dalle guerre, la proiezione napoletana non rappresenta solo un appuntamento culturale, ma un invito collettivo a mantenere viva la memoria, a educare alla pace e a custodire la consapevolezza di ciò che può accadere quando la storia viene dimenticata.

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