Teatro San Ferdinando, “Non ti pago!”: con Salvo Ficarra un omaggio a Eduardo e Luca De Filippo

RECENSIONE – Il grande teatro di Eduardo torna al Teatro San Ferdinando di Napoli con “Non ti pago!”, in scena dal 20 al 30 novembre. Una commedia nata dalla penna di Eduardo De Filippo, qui rappresentata seguendo la regia Luca De Filippo da La Compagnia Di Teatro Di Luca De Filippo, su iniziativa di Carolina Rosi. Il cast è composto da molti nomi di notevole valore: Salvo Ficarra e Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Mario Porfito Marcello Romolo e, a seguire, Viola Forestiero, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Andrea Cioffi, Carmen Annibale e Paola Fulciniti. 

A proposito del protagonista, apriamo e chiudiamo una parentesi per apprezzare l’irreprensibile performance di Ficarra. Eppure un personaggio eduardiano con palese accento siciliano è un dettaglio che non fa necessariamente storcere il naso, ma senza dubbio può lasciare lo spettatore un po’ disorientato.

A distanza di dieci anni dalla scomparsa di Luca De Filippo, la scenografia (il fondale, il meraviglioso boccascena e gli oggetti) è quella originale da lui usata. Conservata, oggi riprende vita in una nuova tournée. Carolina Rosi ha curato l’allestimento consapevole di come ogni costumi, scena e musica avrebbe evocato dei ricordi di Luca. Con essi la gioia di lavorare ancora nei teatri e la memoria delle perdite che costruisce la nostra identità. È un modo per celebrare Luca De Filippo, oltre al padre Eduardo.

“Non ti pago!” è innanzitutto uno spettacolo di grandissimo intrattenimento. Il pubblico non ha mai smesso di ridire a più riprese, applaudendo a ogni scena. Divulga inoltre un’opera teatrale che offre spunti di approfondimento sulla cabala, la superstizione, l’ossessione per il gioco, la percezione fortuna, la credenza popolare, la cultura napoletana, il rapporto tra fede e razionalità.

Come accade sempre nel teatro eduardiano, ci sarebbe molto da meditare sugli aspetti filosofici e antropologici della vicenda, sui sentimenti umani. Nel prologo originale, Eduardo spiegava che la premessa parte dell’assurdo, ma gli eventi si rivelano l’occasione per mostrare luci e ombre del genere umano nella loro universalità.

Di Valentina Mazzella

 

 

 

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