BARI – La premessa, senza nasconderci: si anticipa che nei seguenti paragrafi non si leggerà la solita solfa anticlericale, ma parole controcorrente. La patata bollente del dibattito? Quanto accaduto a Conversano, vicino Bari, due giorni fa. La mattina del 20 dicembre la V giornata della Novena è stata affidata in Cattedrale Don Giuseppe Laterza, nominato nel 2023 arcivescovo della Diocesi soppressa di Vartana e Nunzio Apostolico in Repubblica Centraficana e Ciad. Durante l’omelia il sacerdote ha proferito le seguenti frasi: “Maria è libera perché sa ubbidire”, “Maria è una donna libera perché ha saputo obbedire”, aggiungendo: “ditelo a qualche femminista!”.
Nel 2025, in piena era digitale, cosa poteva accadere? Prevedibile. Naturalmente il discorso è diventato virale su tutti i social. Migliaia di visualizzazioni. A seguire apriti cielo. Sono piovute accuse di maschilismo e patriarcato, scontato. Il tutto ovviamente decontestualizzando le affermazioni non solo dall’omelia, ma anche da tutta la teologia cattolica.
L’Italia ormai, si sa, è un Paese vagamente cristiano solo per tradizione. Quando il vestito bianco in chiesa fa scena e quando bisogna difendere il presepe per aizzare odio razzista contro le minoranze etniche o la diversità di culto. Poi di base sono davvero in pochi a ricordare e a conoscere veramente le fondamenta del catechismo.
Pertanto un paio di delucidazioni. Nella teologia cristiana cattolica le persone sono autenticamente libere solo nella fede in Cristo, solo obbedendo e accettando la volontà di Dio. Tutti. Non le donne. Anche gli uomini. Gli uomini e le donne. Secondo la dottrina della Chiesa di Roma, Dio concede a tutte le sue creature il famoso libero arbitro, la cosiddetta facoltà di scegliere tra il bene e il male.
Tuttavia, quando non si sceglie il bene, non si è considerati davvero liberi. Si è comunque schiavi del peccato e della morte, delle pene che tormentano il cuore e la vita. Al contrario, se si sceglie il fantomatico bene, si è allora liberi. Liberi nella fede in Cristo dalle tentazioni, dal peccato e dalla morte. È una prospettiva. Si può non condividerla, ma è il credo cristiano cattolico.
E da qui passiamo allo step successivo. Ricordare che gli stessi concetti di bene e libertà secondo la teologia cattolica, come dicevamo, non coincidono con l’idea di libertà condivisa dalla società odierna distante dalla fede cristiana. Nella Bibbia (e quindi anche nei Vangeli che ne fanno parte) per libertà non si intende “fare tutto quello che vuoi”. La preghiera del Padre Nostro recita letteralmente “sia fatta la tua volontà”. Non quella umana. I credenti partono dal presupposto che Dio abbia un progetto di bene per ciascuno. “Sia fatta la tua volontà” equivale a dire “mi fido di Te”, “Obbedisco al tuo volere perché so che hai piani migliori per me”.
Si comprende che il termine “obbedire” oggi possa suonare severo. Tuttavia non si parla di schiavi o servi. Non si parla di sottomissione. Non a caso il cristianesimo è l’unica religione in cui Dio viene chiamato Padre e i fedeli figli. Uomini e donne che siano.
Eppure il putiferio è esploso e continuerà a far parlare per un paio di giorni alimentando rancore e sentimenti anticlericali. Il fatto è che le persone, con maggiore frequenza, non hanno nemmeno voglia di informarsi, approfondire e comprendere il punto di vista dell’altro. Hanno solo voglio di urlare la propria per prevaricare.
Alla luce di quanto spiegato, sì, Maria di Nazareth è stata la donna più libera della storia. Maria ha obbedito: Don Giuseppe Laterza non ha detto nessuna scorrettezza evangelica. Maria ha obbedito, ma ha scelto di obbedire. Quindi possono tutti tranquillazzarsi: non si promuove nessuna forma di sottomissione della donna. Anzi! Maria non ha obbedito a un uomo, ma a Dio. La storia del presepe nel 2025 dovrebbero conoscerla tutti non per devozione religiosa, ma per cultura generale.
Nei Vangeli anche Giuseppe che è uomo ha fatto lo stesso, ha obbedito alla volontà del Signore. Nelle Scritture Giuseppe, tra l’altro, è una figura molto marginale rispetto a quella di Maria. Come si fa dunque a pensare che si stia parlando di prevaricazione di genere? Dell’uomo sulla donna? In che modo?
Tornando a noi, la chiave di lettura più importante del Vangelo dell’Annunciazione è proprio il fatto che Maria dica “Sì, eccomi”. La sua scelta di seguire il piano di Dio anche senza capirlo. Maria ha scelto con coraggio. Ha scelto nonostante sapesse quali rischi la sua decisione avrebbe comportato. Sapeva che Giuseppe probabilmente l’avrebbe ripudiata. La prospettiva era l’orribile morte per lapidazione.
Nonostante tutto ha scelto di creare scandalo in una società che non le avrebbe creduto, di andare contro tutto e tutti. Non sembra assolutamente il profilo di una figura remissiva e succube degli eventi. Maria ha scelto di obbedire a Dio. Obbedire significa semplicemente dire sì ai suoi piani. Il problema è banalmente il verbo usato? Non piace? Nella teologia cattolica ha perfettamente senso. Anche se non garba a chi non vuole comprendere il punto di vista altrui.
Per concludere la frecciata alle femministe. Su questo aspetto dovremmo aprire un capitolo a parte. Sintetizziamo solo specificando che l’ideologia femminista ha al suo interno diverse frange. Alcune delle quali chiamano libertà mercificare il proprio corpo per strada o su Onlyfans. Definiscono libertà vendere per denaro la propria sessualità come un oggetto per soddisfare i desideri e la volontà dei clienti. Indoviniamo? Nella maggior parte dei casi uomini.
Nell’omelia nessuno ha detto alle donne di obbedire agli uomini. È stato soltanto ricordato cosa si intenda per libertà secondo i Vangeli, facendo appello alla figura di Maria. La libertà da quello che la società ti suggerisce di fare e di essere. La libertà dalle pressioni degli schemi prestabiliti e dell’omologazione. La libertà di non dover rispettare le aspettative degli altri, dalla fame di soldi e di approvazione. La libertà di non essere a tutti i costi come il mondo pretende, ma di scoprire la propria vocazione, i propri talenti e la dignità con cui nasciamo.
Di Valentina Mazzella

