Quando sei un appassionato della saga di Harry Potter spesso “ti tocca leggere” tesi bislacche oppure opinioni non basate su un approfondimento adeguato dell’opera di J.K. Rowling. Ad esempio di recente qualcuno ha sostenuto che il personaggio di Voldermort sia caratterizzato da tre aspetti che “in realtà non hanno molto senso”. Nello specifico si parlava dei seguenti tre punti: il razzismo nutrito dal Signore Oscuro contro i Babbani, del perché Voldemort abbia scelto Harry Potter e non Neville Paciock, il non sapere che Harry fosse un Horcrux.
Ebbene, nessuna incoerenza o lacuna di trama. Di seguito spieghiamo le ragioni punto per punto:
1. Il razzismo contro i Babbani non è un’incoerenza, ma un meccanismo ideologico collaudato.
Non è corretto interpretare l’odio di Voldemort per Babbani e i Mezzosangue come una contraddizione logica. Sostenere ciò significa ignorare che storicamente le ideologie suprematiste funzionano e hanno spesso funzionato proprio così. Il modello storico più evidente è Hitler a cui J.K. Rowling si esplicitamente ispirata: pur non incarnando l’ideale ariano che proclamava, costruì un sistema fondato su una gerarchia razziale fittizia per legittimare il proprio potere. In egual modo Voldemort usa la “purezza del sangue” come mito politico, non come verità personale. Il suo disprezzo per le proprie origini non lo rende incoerente, bensì perfettamente aderente alla psicologia dei tiranni, che trasformano l’auto-odio in violenza e dominio sugli altri.
2. La scelta di Harry rispetto a Neville è coerente con il tema delle scelte e quello della profezia che si autoavvera.
Voldemort non sceglie Harry ignorando Neville perché sciocco o per miopia ideologica. Al contrario riconosce in Harry un “pari”: mezzosangue come lui. Dopo la morte dei Potter le affinità con Tom Riddle aumentano: entrambi orfani, cresciuti ai margini del Mondo Magico. La profezia non indica un destino inevitabile come in altre narrazioni. Nell’universo della Rowling rappresenta una possibilità che si realizza attraverso le azioni di Voldemort stesso. Scegliendo Harry, il Signore Oscuro crea il nemico che teme, in piena coerenza con il messaggio centrale della saga: non sono le origini o il sangue a definire una persona, ma le scelte. Lo stesso Neville diventa rilevante proprio perché Voldemort lo sottovaluta, non perché lo ignora irrazionalmente.
3. L’ignoranza sulla natura di Harry in quanto Horcrux deriva dai limiti morali di Voldemort.
Il fatto Voldemort non capisce che Harry è un Horcrux non è una svista ingiustificabile, ma il risultato della sua visione distorta della magia. Il Signore Oscuro concepisce l’anima solo come un oggetto da frammentare e controllare deliberatamente. Silente, sì, intuisce la verità prima dello stesso Voldemort e non solamente perché è effettivamente il più grande mago di tutti i tempi. Il caro vecchio Albus comprende la verità perché riconosce il valore dell’amore, del sacrificio e dei legami involontari. Voldemort non può capire ciò che disprezza. Alla fine sarà esattamente questa cecità emotiva, non un errore di scrittura, a portarlo alla sconfitta.
Del resto molti dimenticano che Harry si è salvato non in quanto Padrone della Morte, ma grazie al potere dell’amore di sua madre Lily. Non a caso una delle più grandi lezioni della saga di Harry Potter è racchiusa nella seguente citazione, valida nel Mondo Magico come nella vita di tutti i giorni: “Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È una cosa che ti resta dentro, nella pelle”.
Di Valentina Mazzella

