VATICANO – Sono diventate oggi virali le immagini degli agnellini presentati a Papa Leone XIV in memoria di Sant’Agnese che si celebra ogni anno il 21 gennaio. Il rito si è svolto nella cappella Urbano VIII del Palazzo apostolico. I due animali erano già stati benedetti nella basilica romana intitolata alla martire. La loro lana sarà utilizzata per confezionare i palli per i nuovi arcivescovi metropoliti.
Qual è la storia di Sant’Agnese? Si tratta di una delle più giovani e amate martiri della Chiesa cristiana. Visse a Roma tra il III e il IV secolo, durante le persecuzioni contro i cristiani volute dall’imperatore Diocleziano. Secondo la tradizione Agnese era una fanciulla di appena dodici o tredici anni, di nobile famiglia. Aveva consacrato la propria vita a Dio, promettendo di rimanere pura e fedele a Cristo.
La sua bellezza attirò l’attenzione di molti giovani, tra cui il figlio di un alto funzionario romano che le chiese di sposarlo. Agnese rifiutò con fermezza, dichiarando di avere già uno sposo, Gesù Cristo. Questo rifiuto, unito alla sua fede cristiana, la rese bersaglio delle autorità. Fu denunciata come cristiana e sottoposta a un processo durante il quale le venne chiesto di rinnegare la sua fede e di offrire sacrifici agli dèi pagani. Agnese rifiutò ancora una volta, mostrando un coraggio straordinario per la sua giovane età.
Per punizione fu condannata al martirio. La tradizione racconta che subì umiliazioni e torture da cui fu protetta miracolosamente. Infine Agnese venne uccisa, probabilmente con la spada. Il suo sacrificio divenne subito simbolo di purezza, fede incrollabile e forza spirituale. Sant’Agnese è venerata oggi dalla Chiesa cattolica come patrona della castità e della gioventù. Gli agnelli richiamano la sua innocenza, la purezza e la semplicità d’animo.
Di Valentina Mazzella

