RECENSIONE – Il teatro che fa ridere. Il teatro che fa piangere. Il teatro che fa riflettere. “Zucchero amaro” risponde perfettamente a questa descrizione, quella del grande teatro. Lo spettacolo debutta in prima nazionale dal 15 al 25 gennaio al Ridotto del Mercadante di Napoli. Un unico atto: intenso, coinvolgente. Una vera rivelazione.
Fortunato Calvino firma il testo e la regia in maniera magistrale. Sulla scena un cast tutto al femminile composto da cinque attrice di strepitoso talento: Antonella Cioli e Rosaria De Cicco nei panni delle due protagoniste. Stella Cerciello, Fabiana Fazio ed Eleonora Flauto in quelli delle antagoniste.
La sceneggiatura è dolce e amara come il suo titolo. La trama racconta di due sorelle, Gina e Laura, che vivono insieme nello stesso appartamento ai Quartieri Spagnoli. La casa è in realtà di Gina e rappresenta per lei un rifugio. L’ha comprata con vent’anni di mutuo, vent’anni di sacrificio. Le due donne sono molto diverse tra loro. Gina è infermiera e particolarmente religiosa. Sulla parete della camera da letto ha allestito degli altarini con le fotografie di tutti i parenti defunti a cui rivolge le sue preghiere. Laura, al contrario, è più esuberante e colorata. Non lavora ed è ancora affamata di vita.
I normali battibecchi tra le due sorelle vengono interrotti dall’arrivo di tre donne che sono esponenti della malavita locale: Filomena, Rosetta e Nina. Tre persone violente, aggressive, senza scrupoli. Metteranno gli occhi sulla casa di Gina offrendo al pubblico un’intensa riflessione sulle ombre della città. Da un lato il problema dell’abusivismo, dell’overtourism e dei B&B per rivalutare un quartiere. Dall’altro quello della criminalità e delle dinamiche di prevaricazione illegale che avvelenano anche la gente perbene. Allo spettatore resta lo domanda: “Che farei io al posto loro?”.
Di Valentina Mazzella

