Il Tribunale di Napoli dà ragione a 50 Top Pizza: ordinata la cessazione della campagna denigratoria di Attilio Albachiara.

Napoli –  Da otto mesi, il lavoro di 50 Top Pizza, la guida italiana più influente nel mondo, è stato oggetto non di legittime critiche, ma di attacchi scomposti, insulti e intimidazioni, volti a demonizzare i curatori, i pizzaioli, le imprese e le loro famiglie e dipendenti, che con professionalità animano il settore.

In tanti hanno chiesto in questi mesi di rispondere. Lo abbiamo fatto nell’unica maniera che le persone e le aziende serie conoscono: continuando a lavorare e affidandoci alla Giustizia, evitando la rissa sui social.

Oggi è arrivata la prima, importante risposta.

Il Tribunale di Napoli, Sezione Specializzata in materia d’Impresa, con ordinanza cautelare del 20 febbraio 2026, ha accolto pienamente le nostre ragioni nel procedimento d’urgenza patrocinato dall’avvocato Francesco Musella.

Il Giudice dott. Mario Fucito ha accertato che la condotta del sig. Attilio Albachiara costituisce una violazione del nostro marchio registrato “50 Top Pizza” ed un atto di concorrenza sleale per denigrazione.

Per questi motivi, il Tribunale ha:

  • INIBITO al sig. Albachiara la prosecuzione e la ripetizione delle condotte illecite.
  • ORDINATO di astenersi in futuro da qualsiasi pubblicazione diffamatoria, offensiva o denigratoria nei Nostri confronti e dall’utilizzo illecito del marchio “50 Top Pizza”.
  • ORDINATO la pubblicazione della stessa ordinanza sulle sue pagine social.
  • CONDANNATO il sig. Albachiara al pagamento delle spese legali di questa prima fase giudiziaria.

Questa ordinanza rappresenta un primo, fondamentale passo.

Parallelamente all’azione civile, sono state depositate diverse denunce-querele per i reati commessi, la cui tutela è affidata all’avvocato penalista Alfonso Trapuzzano.

Forti di questo provvedimento, avvieremo ora la causa di merito per ottenere la condanna definitiva e il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e di immagine, subiti dalla nostra organizzazione e dai suoi curatori. Ci riserviamo, inoltre, di agire nelle sedi competenti contro chiunque abbia partecipato o sostenuto questa campagna diffamatoria.

Continueremo a difendere il nostro lavoro, la nostra reputazione e quella di tutta la filiera di professionisti che rappresentiamo, sempre e solo nelle aule di Giustizia.

Sentenza albachiara

 

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