cchiùArt ha festeggiato con un vivace finissage più di 3mila visitatori in un mese di mostra

NAPOLI – Nel pomeriggio di ieri, giovedì 2 aprile, il collettivo cchiùArt ha accolto un vasto pubblico per vivere insieme il finissage della mostra allestita nella Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, in piazza Mercato a Napoli, dallo scorso 28 febbraio. L’esposizione sarà ancora aperta fino a domenica 5 aprile, dalle 10:00 alle 18:00 con ingresso gratuito.

L’evento è stato mediato dal Dottor Marco Fiore, dalla curatrice Marilena Marotta e dal direttore artistico Christophe Mourey. Sono stati ospiti il consigliere comunale Luigi Carbone, l’avvocato Francesco Cristiani e Gennaro Scialò. L’attrice Sara Missaglia ha recitato con un’interpretazione intensa un poesia sulla gentilezza, ricordando la potenza nel quotidiano dell’effetto domino dei gesti cortesi. Sono poi intervenuti Matteo Esposito, Antonio Messina e Claudia Matteucci, portavoci dell’accoglienza riservata al pubblico in queste settimane. Presenti molti dei 18 artisti del collettivo, il critico d’arte Andrea Buonfino e Carmine Cervone, titolare del Piccolo Museo della Tipografia. 

Ogni talento di cchiùArt si è sempre espresso ricorrendo a un suo linguaggio. Pensiamo alle fotografie di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante, alla pittura di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, Maurizio Cascella e Marilena Marotta. Ricordiamo l’Instant image di Sara Missaglia, i disegni di Christophe Mourey e i video di Sophia J. Wagstaff. A seguire i versi di Antonio Messina, Vincenzo Minichini, Marco Fiore e di nuovo di Marilena Marotta e Maurizio Cascella. Infine la prosa di Rikki P., il design di Mario Biscetti e le ceramiche di Laura Correale.

In un mese di apertura la mostra ha accolto più di 3mila visitatori, tra abitanti del territorio e turisti italiani e stranieri. Un grande successo, conferma di una realtà che ha ancora bisogno di arte e poesia. La sincera testimonianza di una Napoli consapevole del proprio patrimonio culturale, di un territorio che desidera essere riscoperto, riscattato e valorizzato. L’arte non deve essere “un prodotto di mercato” a uso e consumo delle élite. L’arte può essere uno spaccato di creatività che fa capolino in ogni angolo della città, accarezzando gli animi sensibili pronti a riconoscerne il valore.

Di Valentina Mazzella

 

 

 

 

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