Teatro Mercadante, “Il Misantropo” di Molière: la critica di Andrée Ruth Shammah contro l’ipocrisia della società

RECENSIONE – La minuziosa direzione di Andrée Ruth Shammah porta in scena sul palco del Teatro Mercadante di Napoli l’opera “Il Misantropo” dall’8 al 12 aprile. La commedia, come ammesso dallo stesso regista, si propone come un grandissimo omaggio al genio di Molière, autore della pièce originale. La rappresentazione si distingue per una lettura elegante e al tempo stesso incisiva del testo classico.

L’impianto scenografico, essenziale ma curato nei dettagli, favorisce la centralità degli attori. Il linguaggio costituisce il vero fulcro dell’opera. I costumi d’epoca, con i gonnelloni colorati per le donne e le casacche inamidate per gli uomini, costruiscono un’atmosfera senza tempo.

La compagnia sceglie una recitazione misurata, mai sopra le righe. Nel cast ricordiamo: Fausto Cabra, Marco Balbi, Bea Barret, Manuel Bonvino, Angelo Di Genio, Filippo Lai, Margherita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Soffiantini e Corrado d’Elia. Lo stile delle loro performance permette di cogliere con chiarezza le sfumature psicologiche dei vari personaggi.

La regia di Andrée Ruth Shammah crea un equilibrio raffinato tra rispetto della tradizione e sensibilità contemporanea. Restituisce al pubblico tutta l’attualità del protagonista Alceste, una figura emblematica dotato di un’intransigenza morale che risuona ancora nel presente. “Il vivere civile riesce a smuovermi solo la bile” recita in una battuta il protagonista. I dialoghi sono ricchi di tensione tra la critica sociale e una buona dose di ironia che alleggerisce la satira.

Alceste vive un conflitto interiore che emerge con forza nelle scene con Célimène, fanciulla affascinante e ambigua. L’amore per lei mette in discussione il suo desiderio di fedeltà alla coerenza. Lo spettacolo ha un ritmo sostenuto, ma non frenetico. La narrazione coinvolge e accompagna lo spettatore in una riflessione progressiva sull’ipocrisia sociale e sul difficile rapporto tra autenticità e convivenza.

“Il Misantropo” riletto da Andrée Ruth Shammah si configura dunque come una proposta teatrale solida. Una commedia capace di parlare a un pubblico eterogeneo senza rinunciare alla complessità del testo originale. Una prova tangibile che conferma la vitalità del teatro classico quando viene affrontato con sensibilità e rigore.

Di Valentina Mazzella

 

 

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