RELIGIONE – Oggi 4 luglio la Chiesa cattolica celebra per la prima volta, calendario alla mano, la ricorrenza di San Pier Giorgio Frassati. Il giovane beato è stato, infatti, canonizzato soltanto il 7 settembre dello scorso anno, a distanza di cento anni esatti dalla sua morte. Papa Leone XIV lo ha canonizzato santo in Piazza San Pietro nello stesso giorno di Carlo Acutis. Due esempi per milioni di giovani laici nel mondo.
Pier Giorgio Frassati è indubbiamente una delle figure più significative del cattolicesimo del Novecento. Di norma viene ricordato soprattutto per la sua vita breve, ma intensa. Una vita segnata da una profonda fede e da un impegno costante verso i poveri. Nato a Torino nel 1901 in una famiglia dell’alta borghesia, Pier Giorgio seppe unire studio, amicizia, passione per la montagna e una carità concreta vissuta nel quotidiano.
La sua spiritualità era semplice e radicale: l’Eucaristia, la preghiera e l’attenzione agli ultimi erano il centro della sua esistenza. Membro attivo della Società di San Vincenzo de’ Paoli e dell’Azione Cattolica, dedicava tempo ed energie all’assistenza dei bisognosi, spesso in modo discreto e riservato. Morì a soli 24 anni nel 1925 a causa di una poliomielite fulminante. Oggi a Torino la sua salma è meta di pellegrinaggi e devozione.
Nel corso degli anni la sua immagine è diventata un punto di riferimento per giovani e laici. Tanto da essere proclamato appunto beato nel 1990 da Papa Giovanni Paolo II. Tra l’altro in quella occasione fu rimossa dalla sua fotografia la pipa che stringeva in bocca. La pipa che oggi vediamo nell’immagine di corredo in alto perché restituita per fedeltà storica. A quel tempo presumibilmente non era ancora considerato molto “accettabile” che un beato potesse avere un vizio come quello del fumo. Si tratta invece di un dettaglio che evidenzia quanto Pier Giorgio in fondo fosse un ragazzo normale. Un aspetto che invita a riflettere e a capire come “la santità cristiana” sia davvero alla portata di tutti.
Il suo esempio nel presente continua a ispirare chi cerca una fede vissuta nella concretezza e nella responsabilità sociale. Preziosi i celebri motti della sua testimonianza: “Sempre allegro” e “Verso l’alto”. Quella di oggi non è solo una commemorazione liturgica, ma un invito a riscoprire l’incredibile attualità di Pier Giorgio. La capacità di vivere la santità nella vita ordinaria, tra studio, amicizia e impegno civile. La sua eredità spirituale resta, attraverso le generazioni, particolarmente vicina ai giovani che in lui trovano sempre il giusto equilibrio tra fede e vita attiva nel mondo.
Di Valentina Mazzella

