Transizione sostenibile, Schioppi: «Credito e incentivi fiscali per premiare le imprese che investono nel futuro»

La transizione sostenibile non può essere sostenuta esclusivamente da nuovi obblighi informativi o da un aumento degli adempimenti burocratici. Per accelerare il cambiamento servono invece strumenti capaci di premiare concretamente le imprese che investono in innovazione, sostenibilità e riduzione dei rischi. È questa la proposta avanzata da Antonio Schioppi, professionista napoletano esperto di sostenibilità e finanza, che invita a rendere più trasparenti i meccanismi di accesso al credito e a introdurre incentivi fiscali mirati per orientare i capitali verso progetti coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica.

Secondo Schioppi, la sostenibilità è ormai entrata stabilmente nelle strategie di imprese, istituti bancari e istituzioni. Tuttavia, il passaggio decisivo consiste nel trasformarla da semplice requisito di conformità normativa a vero fattore di competitività economica, capace di incidere sulle condizioni di finanziamento e sulle scelte di investimento.

L’esperto sottolinea che numerose banche hanno già integrato i criteri ESG nei propri processi di valutazione, sviluppando prodotti dedicati e finanziamenti collegati a obiettivi ambientali e sociali. Ciò che manca, però, è una maggiore trasparenza nei confronti delle imprese. Spesso, infatti, non è chiaro quali indicatori vengano presi in considerazione, quale peso abbiano nella valutazione del merito creditizio e in che misura possano tradursi in condizioni economiche più favorevoli.

Per Schioppi, un’impresa che investe in efficienza energetica, sicurezza sul lavoro, qualità della governance e riduzione dell’impatto ambientale dovrebbe vedere riconosciuto questo impegno anche attraverso un accesso al credito più vantaggioso. In quest’ottica assume particolare rilievo il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche, considerato uno strumento utile per uniformare le richieste informative e definire indicatori essenziali, verificabili e comparabili, riducendo la frammentazione oggi esistente.

Accanto al tema del credito, Schioppi propone anche l’introduzione di un regime fiscale incentivante destinato agli strumenti obbligazionari emessi per finanziare la transizione sostenibile, come green bond e blue bond. L’obiettivo è favorire gli investimenti privati premiando esclusivamente quei titoli che garantiscono piena trasparenza nella destinazione delle risorse raccolte, nella rendicontazione degli impatti e nell’allineamento agli standard europei.

Secondo questa visione, l’esperienza dei BTP Green rappresenta un modello importante, ma potrebbe essere estesa anche al settore privato attraverso strumenti in grado di sostenere investimenti con benefici ambientali e sociali concreti e misurabili.

La proposta punta così a costruire un sistema in cui credito e fiscalità diventino strumenti complementari di politica industriale. Da un lato, rendere più conveniente per le imprese investire in sostenibilità; dall’altro, orientare il risparmio e i capitali verso progetti capaci di contribuire realmente agli obiettivi di transizione del Paese e dell’Unione Europea.

Per Schioppi la sostenibilità deve diventare un elemento strutturale delle politiche economiche, superando la logica della semplice rendicontazione. Il valore di un’impresa, osserva, dovrebbe essere misurato anche attraverso la capacità di ridurre i rischi, innovare i processi produttivi e generare benefici ambientali e sociali. Solo con indicatori chiari, premialità comprensibili e strumenti finanziari efficaci sarà possibile costruire un sistema più competitivo e accompagnare concretamente la trasformazione del tessuto produttivo italiano.

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