Il passaggio di ABC da azienda speciale a Società per Azioni pubblica riapre a Napoli una discussione che va ben oltre la forma giuridica di un ente. Per Federconsumatori Campania, dietro l’operazione si nasconde un tema che riguarda direttamente le tasche e i diritti di un milione di napoletani: la garanzia che l’acqua resti, nella sostanza e non solo nelle intenzioni, un bene sottratto alle logiche di mercato.

A tracciare la posizione dell’associazione è il presidente Giovanni Berritto, che non usa mezzi termini nel commentare le rassicurazioni arrivate finora dall’amministrazione comunale. «Ci viene ripetuto da settimane che cambia soltanto la forma giuridica, che il capitale resterà pubblico al cento per cento, che lo statuto sarà blindato», osserva Berritto. «Ma questa città ha una memoria, e sa bene cosa ha significato qui da noi la SpA totalmente pubblica: si chiama ANM, si chiama ASIA, si chiama Napoli Servizi».

Il riferimento non è casuale. Tutte e tre le aziende citate sono partecipate pubbliche al cento per cento, nate con le stesse promesse di tutela che oggi accompagnano la trasformazione di ABC. «Si domandi, l’amministrazione, ai cittadini che aspettano un autobus o che convivono con i cumuli di rifiuti, se la proprietà pubblica del capitale li abbia realmente tutelati», aggiunge il presidente. «La garanzia non sta nel titolo della società: sta in ciò che quella società è obbligata a fare e, soprattutto, in ciò che le è vietato fare».

La solidarietà a padre Alex Zanotelli

Nel comunicato, Federconsumatori Campania esprime piena solidarietà a padre Alex Zanotelli, storico animatore delle battaglie per l’acqua pubblica, al quale il sindaco Manfredi ha negato un incontro. Un episodio che, secondo Berritto, va oltre la semplice cronaca cittadina.

«Il mancato incontro con un 87enne che manifesta tutti i giorni per questa causa solleva un problema di metodo nel modo in cui il sindaco Manfredi affronta la dialettica», spiega il presidente. «Non è una questione di galateo istituzionale: quando una comunità chiede di essere ascoltata e non trova interlocuzione, il tema non è più soltanto l’acqua, è la partecipazione democratica».

Perché la forma giuridica conta

Il primo nodo sollevato da Federconsumatori riguarda la natura stessa del servizio idrico. Il referendum del 2011, ricorda l’associazione, non ha chiesto agli italiani di gestire l’acqua con capitale pubblico: ha chiesto di sottrarla definitivamente al mercato.

«È un principio, non un cavillo», spiega Berritto. «L’azienda speciale è un ente di diritto pubblico privo di scopo di lucro; la Società per Azioni, per definizione del codice civile, è un soggetto di diritto privato costruito per produrre utili». Una distinzione che, secondo l’associazione, non si esaurisce nelle intenzioni ma comporta conseguenze concrete: con la trasformazione in SpA arriva anche l’obbligo sostanziale del pareggio di bilancio. E quando quel vincolo si scarica su un servizio essenziale come l’acqua, il rischio più immediato per le famiglie è l’aumento delle tariffe.

Una deriva che riguarda tutta la Campania

Il secondo aspetto messo in evidenza dall’associazione allarga lo sguardo oltre i confini del capoluogo. La spinta verso una gestione privatistica dell’acqua, secondo Federconsumatori, non riguarda solo Napoli ma l’intera regione. Sono in corso tentativi di privatizzazione nei comuni a nord del capoluogo, a Caserta e provincia, a Benevento, mentre nel Sarnese Vesuviano la gestione privata è già una realtà consolidata attraverso la Gori.

«Non stiamo discutendo di un caso napoletano», sottolinea Berritto. «Stiamo discutendo di un percorso regionale che procede provincia per provincia, mentre i cittadini vengono informati a cose fatte. E noi che quei cittadini li riceviamo tutti i giorni sappiamo dove va a finire il conto: sulle bollette delle famiglie più fragili, sulle fasce a rischio esclusione sociale, su chi già oggi fatica ad arrivare alla fine del mese».

Il parere legale: nessun automatismo tutela i cittadini

Sul piano tecnico interviene l’avvocato Felice Petillo, referente legale di Federconsumatori Campania, che inquadra la questione da un punto di vista giuridico. «Va detto con chiarezza che il quadro normativo è tutt’altro che pacifico», spiega Petillo. «Il D.Lgs. 201/2022 viene invocato come un automatismo, ma la sua applicabilità a un affidamento preesistente è oggetto di interpretazioni divergenti e autorevoli, che meritano una sede di confronto tecnico».

Il punto centrale, per il legale, riguarda però un aspetto più concreto: nella trasformazione societaria non esiste alcun meccanismo che di per sé protegga il consumatore. «Il controllo analogo tutela l’ente proprietario, non l’utente», precisa Petillo. «La proprietà pubblica del capitale non impedisce l’aumento delle tariffe, non garantisce la partecipazione dei cittadini, non vincola il reinvestimento se non nella misura in cui lo statuto lo imponga in modo espresso e inderogabile».

La richiesta: un tavolo con comitati e consumatori

Per Petillo il terzo elemento è quello decisivo per il futuro della vicenda. «Si auspica che il passaggio totalmente in SpA in house venga rivisitato con i comitati e con le associazioni dei consumatori», afferma il legale. «Non è una cortesia da concedere, ma una partecipazione procedimentale che va garantita nel momento in cui si ridisegna la governance di un servizio essenziale. Chiedere di essere ascoltati non è ostruzionismo: è il modo perché i vincoli scritti nello statuto siano vincoli effettivi e non formule di rito».

Il ritiro delle gare, la richiesta principale

L’associazione chiude il proprio intervento con una richiesta operativa precisa, che riassume l’intera posizione di Federconsumatori Campania: il ritiro delle gare attualmente avviate dall’Ente Idrico Campano in tutte le zone della regione.

«Finché quelle gare restano in piedi, ogni rassicurazione sulla natura pubblica dell’acqua rischia di restare una parola al vento», conclude Berritto. «Si ritirino le gare, si apra un tavolo con i comitati e con le associazioni dei consumatori, si scrivano vincoli che nessuna delibera futura possa smontare. Su questo non molliamo di un centimetro».

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.