LETTERATURA – Una notizia entusiasmante per tutti i lettori, soprattutto per i più affezionati alla scrittura di David Foster Wallace. Dal 25 agosto, con Einaudi, arriverà nelle librerie italiane un inedito dello scrittore americano. Il titolo sugli scaffali “Contro il fatalismo”. Quando è stato scritto e perché viene restituito al pubblico solo adesso?
Innanzitutto David Foster Wallace (1962-2008) è stato uno degli scrittori statunitensi più importanti del secondo Novecento, tra le voci più influenti della letteratura contemporanea. Nato a Ithaca, nello Stato di New York, crebbe nell’Illinois. Fin da bambino si distinse per un’intelligenza brillante. Studiò filosofia e scrittura all’Amherst College. Raggiunse la fama con il romanzo “Infinite Jest” (1996). La sua vita fu segnata da una grave depressione che affrontò per molti anni con cure e ricoveri. Non a caso è un tema ricorrente in diverse sue opere.
Per rispondere alle nostre domande dobbiamo nello specifico tornare nel 1985 quando David Foster Wallace era uno studente universitario. Aveva soltanto 23 anni e decise di scrivere due dissertazioni finali. Rispettivamente in scrittura creativa e in metafisica. La prima divenne nel 1987 l’intramontabile “La scopa del sistema”. La seconda fu proprio “Contro il fatalismo”, pubblicata postuma e, fra poche settimane, proposta per la prima volta in Italia.
L’opera è un saggio breve. Illuminante come gli altri libri di Wallace, affronta il tema del fatalismo con guizzo critico. Analizza la posizione per cui il libero arbitrio sarebbe un’illusione. Il giovane David Foster Wallace, all’epoca laureando, non era d’accordo. Considerava insopportabile tale idea, opprimente. Ricorse allora all’uso della logica, senza dimenticare un’ottima dose di sarcasmo che ha sempre contraddistinto il suo stile.
Con la sua riconoscibile verve, Wallace esaminò e demolì la dimostrazione del filosofo Richard Taylor, uno dei maggiori sostenitori del fatalismo. La sua tesi offre al pubblico una prospettiva di libertà e di speranza. Il che punge un po’ il cuore di quanti ricordano l’esito della vita dell’autore. Nel 2008 a soli 46 anni, David Foster Wallace si tolse infatti la vita nella sua casa in California.
“Contro il fatalismo”, dunque, arriva nelle librerie con tanto ritardo perché in origine si trattava soltanto una dissertazione accademica. Nasceva come tale, come una tesi di laurea in metafisica per l’appunto. Era destinata alla valutazione da parte di una commissione universitaria. Non era un’opera concepita come proposta editoriale e commerciale.
Oggi che David Foster Wallace purtroppo non c’è più, è un vero privilegio poter leggere e scoprire delle sue pagine ancora non lette. La pubblicazione di “Contro il fatalismo” attesta quanto la sua scrittura continui a essere studiata e ammirata ancora nel presente. Soprattutto per la profondità con cui esplora la solitudine, la dipendenza e la complessità della società contemporanea.
Di Valentina Mazzella

