La violenza a poche ore dalla commemorazione di Giovanbattista Cutolo. Cinque giovani identificati e denunciati dai Carabinieri, tra loro anche un minorenne. Ferito un poliziotto libero dal servizio intervenuto per fermare uno degli aggressori
NAPOLI – Otto contro due, una violenza improvvisa scoppiata nel cuore della notte e un’aggressione durante la quale sarebbero comparsi anche un tirapugni e una catena. Accade ai Colli Aminei, a poche ore dalla commemorazione in piazza Municipio della morte di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso tre anni fa a Napoli.
Un episodio sul quale stanno facendo luce i Carabinieri e che riporta al centro dell’attenzione il problema della violenza tra giovanissimi e delle aggressioni che possono nascere anche da motivazioni apparentemente banali.
Lo scenario è quello dei Colli Aminei, quartiere residenziale di Napoli e importante crocevia per alcune delle principali strutture ospedaliere cittadine.
È notte quando due giovani si trovano in strada a parlare, seduti sui rispettivi scooter. Una situazione apparentemente tranquilla che cambia improvvisamente con l’arrivo di diversi motoveicoli.
Secondo quanto ricostruito, sarebbero almeno otto le persone arrivate sul posto. Il gruppo scende dagli scooter e si scaglia contro i due ragazzi. L’aggressione è particolarmente violenta: le vittime vengono colpite ripetutamente e durante l’attacco sarebbero stati utilizzati anche un tirapugni e una catena.
La violenza coinvolge anche i mezzi dei due giovani, che vengono danneggiati durante l’azione.
Ad assistere alla scena c’è un agente della Polizia di Stato libero dal servizio. Il poliziotto decide di intervenire e tenta di bloccare uno degli aggressori mentre cerca di allontanarsi.
Nel tentativo di liberarsi, il giovane avrebbe colpito l’agente alle braccia riuscendo a divincolarsi.
Terminata l’aggressione, per le due vittime si rendono necessarie le cure mediche. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in 15 giorni. Il poliziotto intervenuto durante la fuga di uno dei componenti del gruppo ha invece riportato ferite con una prognosi di due giorni.
Le indagini vengono affidate ai Carabinieri della stazione di Capodimonte, che iniziano immediatamente il lavoro necessario per individuare i componenti del gruppo.
Determinanti per la ricostruzione sarebbero risultate le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona e, soprattutto, quelle provenienti dalla dashcam installata sullo scooter di una delle vittime. A fornire un ulteriore contributo agli investigatori è stato lo stesso agente di Polizia intervenuto durante l’aggressione.
Incrociando gli elementi raccolti, i militari sono riusciti a risalire all’identità di cinque persone ritenute coinvolte nell’episodio. Tra loro c’è anche un minorenne.
I cinque giovani sono stati denunciati e dovranno rispondere, secondo le rispettive responsabilità che saranno accertate, di concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento per i danni provocati anche agli scooter e resistenza a pubblico ufficiale.
Restano da identificare gli altri eventuali partecipanti e, soprattutto, da chiarire definitivamente il motivo che avrebbe scatenato un’aggressione tanto violenta.
Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi. Secondo una prima ricostruzione, all’origine della vicenda potrebbe esserci stato un commento provocatorio rivolto da una delle vittime a uno dei giovani che si trovava in auto insieme alla fidanzata. Quest’ultimo potrebbe essersi successivamente allontanato per poi tornare accompagnato da altre persone con l’intenzione di reagire a quello che avrebbe considerato un affronto.
Una dinamica che dovrà essere verificata nel corso degli accertamenti e sulla quale i Carabinieri stanno ancora lavorando.
L’episodio assume un significato ancora più amaro per la sua vicinanza temporale alla commemorazione di Giovanbattista Cutolo. Proprio mentre Napoli ricordava “Giogiò” e tornava a chiedere un cambio culturale contro la violenza giovanile, ai Colli Aminei un nuovo episodio ha lasciato sull’asfalto due ragazzi feriti e aperto un’altra indagine su un’aggressione che potrebbe essere nata da una parola di troppo.

