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Aurelio, un ultimo sforzo…..

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Napoli – La Juve chiama, vincendo 4-0 sul campo del Chievo, il Napoli risponde, travolgendo l’Empoli al San Paolo 5-1.Due corazzate che annullano gli avversari con cinismo, qualità e sicurezza, che si sfidano a distanza, colpo su colpo, vittoria dopo vittoria.
Il 13 febbraio allo Stadium, c’è lo scontro diretto che, per molti, sarà decisivo per la vittoria finale.
E’ indubbiamente una partita fondamentale, di quelle che valgono 6 punti. Ma non è scontato che il titolo si decida lì.
Napoli e Juve stanno facendo un campionato talmente straordinario, con un cammino talmente costante, con una superiorità talmente marcata da far ragionevolmente supporre che qualsiasi risultato esca dal big match di Torino non pregiudicherà, per nessuna delle due, la corsa scudetto.
Ma allora cosa farà realmente la differenza?
La rosa. E da questo punto di vista i bianconeri hanno qualcosa in più.

Gli undici “titolarissimi” del Napoli sono, per sinergie, qualità e quantità, di sicura affidabilità.
Tuttavia, al di là del dispendioso impegno europeo, nel calcio esistono il calo fisico, l’appannamento mentale, gli affaticamenti, gli infortuni e le squalifiche.
Per quanto la “panchina” azzurra sia di tutto rispetto, con qualche eccellenza, manca ancora un centrocampista di pari livello di quelli che vanno in campo.
I pur validi acquisti del mercato di gennaio non possono bastare.
Regini è un buon difensore che conosce Sarri e che, di fatto, prende il posto in rosa di Henrique, che mai sin qui si è visto; Grassi è un grandissimo prospetto, di qualità e quantità, ma al primo anno di A e per di più fuori un mese per infortunio.
Per la lotta scudetto, con questa Juve inarrestabile, serve un centrocampista già pronto, forte, esperto.
Il calibro è quello di Soriano, Parolo, Candreva, Vecino, Zielinski.
Tutti profili che difficilmente saranno lasciati partire dalle rispettive società…a patto, si ritiene, di clamorose offerte.
Al Presidente, che va ringraziato a prescindere, si chiede pertanto un ultimo grande sforzo, in un anno che potrebbe essere memorabile.

Perché perdere lo scudetto con questa Juve potrebbe anche starci, ma perderlo col rimpianto di aver potuto fare di più, in campo o sul mercato, sarebbe un peccato.

di Mario Civitaquale

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