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De Magistris: Lo zapatismo a Napoli

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NAPOLI – «Napoli non è Ginevra, non è diventata Berna, ci sono ancora un sacco di problemi e per questo ci ricandidiamo ma in cinque anni è rimasta autonoma, non ha ceduto al compromesso morale. Non abbiamo lobby, partiti forti, soldi, siamo accerchiati istituzionalmente da molto tempo, a cominciare dal commissariamento su Bagnoli». Lo afferma, dal palco di Cosmopolitica, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris parlando di Napoli come dell’unica città italiana che ha rispettato il referendum sull’acqua pubblica, di «una città che non ha avuto paura a dare la cittadinanza onoraria al capo dello Stato della Palestina. Napoli è la città della pace e dei diritti». E, aggiunge, «in attesa che il Parlamento abbia un sussulto d’orgoglio diamo la cittadinanza anche ai figli degli immigrati». «Abbiamo assunto 370 maestre a tempo indeterminato perché la lotta alla mafia si fa innanzitutto nelle scuole non con l’esercito», sottolinea De Magistris tra gli applausi della platea. «Oggi Napoli ha un sistema di autogoverno. Hanno cercato di strapparci tutto, per un mese mi hanno strappato anche le funzioni di sindaco» e oggi «ci sentiamo politicamente più forti perché la connessione tra l’amministrazione e la gente si è consolidata», prosegue il sindaco partenopeo che sottolinea rivolgendosi a Renzi: «Napoli è fuori controllo, perché quando liberi le energie in una città come Napoli è il popolo che sta trovando la sintesi. La rivoluzione la fanno i popoli non i governi: a Napoli sta nascendo uno zapatismo in salsa partenopea, un Podemos partenopeo».

 

 

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