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Festa della donna: il gentil sesso è “una fauna speciale”?

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È davvero complicato scrivere della Festa della donna senza inciampare nella retorica oppure nel noioso “già detto e ripetuto”. Mimose gialle e cioccolatini sono il classico del giorno, la prima immagine evocata nella mente di molti quando si parla dell’otto marzo. Desideriamo di nuovo sottolineare l’aspetto commerciale assunto dalla festività? Nah… Del resto le mimose non costituiscono un problema di per sé. I fiori profumati non dispiacciono affatto, come qualsiasi altra gentilezza – spontanea e reciproca – nel resto dell’anno.

Vogliamo solo regalarci qualche spunto di riflessione in più per arricchire la giornata. Ad esempio invitare il lettore a meditare su quanto sia una corsa agli ostacoli scrivere della Festa della donna senza citare alcune parole ed espressioni. Le seguenti: femminicidio, sessismo, femminismo, quote rosa, sesso debole, stupro, aborto, molestie sul lavoro, rossetti, disturbi alimentari, parrucchiere, infibulazione, velo, maternità nei contratti, violenze domestiche, femminile e femminilità, revenge porn, parità di genere, abusi, sessualizzazione… Eliminati tutti gli argomenti contenuti nella lista, apparirà in maniera lampante quanto sia difficile effettivamente discutere della donna. Una bella sfida: il ventaglio delle possibili tematiche da affrontare si riduce all’osso. È piuttosto infelice constatare che per parlare della donna si avverta sempre l’esigenza di tirare in ballo le sue battaglie, i problemi di cui è vittima o i traguardi che faticosamente riesce a raggiungere. Allo stesso modo viene solitamente considerato “da donna” ciò che l’opinione comune reputa frivolo: la moda, il trucco e il gossip.

“I problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto d’essere donne” è una citazione della giornalista e scrittrice fiorentina Oriana Fallaci, tratta dal suo saggio “Il sesso inutile”. L’autrice aggiungeva: “Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico”. Sono concetti eloquenti che non necessitano di spiegazioni. Li prendiamo in prestito con profonda stima. Ogni volta che parliamo della donna diventa evidente quanto effettivamente la parità di genere sia lontana. Eppure – ironia della sorte -, affinché il cambiamento culturale avvenga, inevitabilmente bisogna parlarne. Perché, si sa, il silenzio rende complici. Quindi non rimane altro che alzare la voce e diventare coro.

Di Valentina Mazzella

 

 

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