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Galleria Umberto, i locali di Starbucks e Mondadori sotto sequestro: le aperture rimandate

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Foto di Valentina Mazzella.

NAPOLI – L’inaugurazione di Starbucks e quella della libreria Mondadori continuano a essere rimandate a data imprecisa da definire. In realtà i lavori di ristrutturazione delle due attività presso la Galleria Umberto I di Napoli non hanno neanche avuto inizio. Sono stati bloccati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Sembrerebbe che i locali abbiano addirittura subito un sequestro preventivo da parte della Polizia Locale su richiesta della stessa Soprintendenza. Il motivo contestato da un blitz antiabusivismo sarebbe l’assenza di una legittima autorizzazione ai lavori.

Gli spazi storici della Galleria sono legati a dei vincoli di natura monumentale. I caschi bianchi hanno eseguito un sopralluogo dei locali ai civici 40-45 lo scorso dicembre 2023. Ad ogni modo i titolari delle due attività stanno già procedendo alle rispettive sanatorie. In soldoni si tratta di problemi burocratici correlati ai permessi specifici. Nessun ostacolo insormontabile. Solo un grande ritardo.

Intanto in molti attendono con grandi aspettative l’arrivo definitivo delle due catene, ciascuna delle quali rappresenta un colosso nel proprio settore. Istituzioni, cittadini e commercianti sperano possano regalare una nuova rinascita alla Galleria, da anni abbandonata a una spiacevole incuria. Dall’altra parte duole pensare all’altra faccia della medaglia: alcune botteghe della Galleria, lì da generazioni, costrette a spostarsi a causa degli affitti troppo alti, mentre il cuore della città viene fagocitato da colossi economici.

Per il resto da molto tempo si discute della riqualificazione urbana e della messa in sicurezza della Galleria Umberto I di Napoli. Per il primo aspetto i lavori di ripavimentazione dovrebbero avere inizio entro l’anno corrente. Per il secondo profilo, negli ultimi anni la cronaca ha denunciato spesso scorribande di babygang, aggressioni e violenze in loco. Uno dei progetti propone, non a caso, anche l’installazione di cancelli su tre dei quattro ingressi e la presenza della sorveglianza. La speranza, naturalmente, è che i propositi non restino solo belle intenzioni e mai fatti.

Di Valentina Mazzella

 

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