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L’ultimo dei napoletani: Francesco Proto

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Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica: “π‘΅π’‚π’‘π’π’π’Š π’‚π’π’•π’Šπ’„π’‚: π’”π’•π’π’“π’Šπ’‚, π’‚π’π’†π’…π’…π’π’•π’Š 𝒆 π’„π’–π’“π’Šπ’π’”π’Šπ’•π’‚'”.

 

Il grande drammaturgo napoletano Achille Torelli il 25 aprile 1892 scrisse che Francesco Proto era stato davvero l’ultimo dei napoletani. Francesco Proto, conosciuto con il titolo di Duca di Maddaloni, nacque a Napoli il 22 marzo 1821. Dopo essere stato deputato nel 1848 alla Camera Napoletana, nel 1861 espletΓ² la stessa carica alla Camera del Regno d’Italia.

Oltre a una vasta produzione letteraria, tra cui gli Epigrammi pubblicati postumi da Salvatore Di Giacomo, il suo nome Γ¨ accostato a una mozione fatta all’indomani dell’UnitΓ  d’Italia.

La mozione di inchiesta per le province napoletane condannava la politica del governo per le terribili conseguenze per la popolazione del Sud Italia. La Presidenza della Camera non ne autorizzΓ² la pubblicazione negli atti parlamentari e ne vietΓ² la discussione in aula.

Amareggiato per la censura della sua mozione che aveva come unico fine quello della difesa del Sud, Francesco Proto si dimise dal Parlamento.

Qui di seguito, alcuni passi della mozione inviata al Parlamento di Torino nel novembre del 1861: “Il governo piemontese trucida questa metropoli, che la terza Γ¨ di Europa per frequenza di popolo, e la prima d’Italia per bellezza di doni celesti. Bella unificazione Γ¨ quella di una contrada, cui si affoga in un mare di sangue, cui si crocifigge in un letto di miserie.
Questa Γ¨ invasione, non unione […] Il governo piemontese fa a Napoli come quel parassito che, invitato a desco fraterno, ne porta via gli argenti”.
Francesco Proto morì a Napoli il 25 aprile 1892.

 

Saluti cordiali,

Pino Spera, ResponsabileΒ della Sezione Storia della Biblioteca I Care, Pomigliano d’Arco (NA).

 

 

 

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