Home Cultura L’Università Federico II compie 800 anni

L’Università Federico II compie 800 anni

329

Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica: “𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂: 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂, 𝒂𝒏𝒆𝒅𝒅𝒐𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒕𝒂'”.

“Si tratta di otto secoli di un’istituzione culturale che ha esercitato un ruolo di assoluto prestigio nella cultura italiana e internazionale”: queste sono state le parole di pochi giorni fa del Rettore Matteo Lotito per il festeggiamento degli 800 anni della Federico II.

Nipote di Federico Barbarossa, Federico II di Svevia era conosciuto con l’appellativo “stupor mundi”, meraviglia del mondo. Fu imperatore del Sacro Romano Impero, re di Sicilia e re di Gerusalemme. Nel 1224 fondò a Napoli l’università che dal 1987 porta il suo nome. 

Poiché Federico II proibì ai sudditi di studiare all’estero, il nuovo Studio fu destinato a soddisfare nel tempo il fabbisogno di giuristi preparati che provenissero dal Regno.

Inizialmente gli studi furono indirizzati verso il diritto, la medicina e la teologia. Quest’ultima venne insegnata nel Convento di San Domenico Maggiore, dove insegnò Tommaso d’Aquino (1271). Nel 1852 proprio costui divenne il Santo protettore dell’Università.

La storia plurisecolare dell’Università di Napoli ebbe tempi difficili con innumerevoli chiusure, ma dopo l’avvento degli spagnoli (1500) lo Studio napoletano non subì più sospensioni.

A partire dal 1600 la ripresa delle istituzioni accademiche, nel Palazzo dei Regi Studi (oggi sede del Museo Archeologico Nazionale), favorì lo sviluppo delle scienze. Con l’avvento di Carlo di Borbone (1734), ci fu l’istituzione della cattedra di meccanica e di commercio, cioè di Economia politica.

Il 16 dicembre 1908, dopo vari spostamenti, a causa delle strutture degli edifici universitari carenti e non adeguati, fu inaugurato il nuovo edificio sul Corso Umberto. Nel corso dei secoli, l’Università ha acquisito un patrimonio architettonico molto vasto dove ospita innumerevoli sedi.

Saluti cordiali,

Pino Spera, Responsabile della Sezione Storia della Biblioteca I Care, Pomigliano d’Arco. 

 

 

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here