Home Cultura Maggio dei Monumenti: la Napoli “gioiello sottovalutato d’Italia”

Maggio dei Monumenti: la Napoli “gioiello sottovalutato d’Italia”

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Squarcio di Piazza Plebiscito, Napoli.

NAPOLI – Gioiello sottovalutato d’Italia” sono le parole che il giornalista Stanley Stewart ha usato per descrivere la città partenopea in un articolo pubblicato di recente sulla testata britannica “Telegraph”, sottolineando il particolare apprezzamento che gli Inglesi nutrono per la nostra città. Nel pezzo si stima il nostro straordinario patrimonio d’arte. Si legge infatti: “C’è molto da vedere nel Museo Archeologico di Napoli. Ci sono le sculture classiche della collezione Farnese, i mosaici di Pompei e i dipinti che offrono una panoramica elegante del mondo antico, per poi restare affascinati dalla meravigliosa Cappella Sansevero nella quale si ammira la figura di marmo struggente del Cristo velato”.

Stewart parla anche dell’identità culturale di Napoli: “Ci sono quartieri eleganti e alla moda come Chiaia. Ma il cuore pulsante di questa città, i vecchi quartieri del centro storico, i palazzi fatiscenti, le stradine anarchiche, non sono state stravolte da wine bar alla moda. Napoli era shabby chic prima che la frase fosse stata inventata e rimane ostinatamente fedele a sé stessa”. Aggiungendo: “Non è una città moderata. Le voci sono alte, i saluti chiassosi, le pizze favolose, la guida atroce, l’architettura gloriosa, i riti religiosi strani”. Tutto però con un’accezione positiva, contribuendo a far sì che “vibrante, caotica e gloriosamente fatiscente, Napoli sia un luogo dove la vita, il romanticismo e la morte siano intrecciate con la passione“.

E dunque quale mai miglior occasione di rilancio dell’immagine della città napoletana se non proprio nel dorato periodo di Maggio dei Monumenti? Ebbene, ecco che anche quest’anno ha avuto inizio una nuova edizione. Questa volta dedicata al tricentenario della nascita di re Carlo di Borbone e al ‘700 musicale artistico e culturale con un’attenzione particolare su Giovanni Paisiello a duecento anni dalla morte. Collaborano al progetto l’Accademia di Belle Arti, il Teatro San Carlo, il Conservatorio di San Pietro a Majella, la Biblioteca nazionale, il Polo museale della Campania e il Museo di Capodimonte.

L’apertura simbolica dell’iniziativa c’è stata ieri, domenica primo maggio, con un’esibizione canora delle voci bianche del Teatro San Carlo presso Palazzo San Giacomo. Nelle prossime settimane, oltre al tradizionale ingresso gratuito previsto per le domeniche del mese a diversi musei, sono inoltre da ricordare alcuni imperdibili appuntamenti. Si pensi ad esempio alla mostra presepiale intitolata “Un re, una capitale, un presepe” che resterà allestita fino al 6 giugno nel salone delle colonne dell’ospedale dell’Annunziata. Oppure all’evento “Una passeggiata da re” che si terrà sul lungomare il 29 maggio: una sfilata di carrozze del Settecento e dell’Ottocento napoletani, con tanto di spose in abiti tradizionali e corteo di sbandieratori e suonatori di mandolino. Tante altre ancora saranno le sorprese per i visitatori arrivati da fuori e per chi desidera reinventarsi turista nella propria città. La soddisfazione più grande, tuttavia, è che Napoli torni ad aver modo di splendere di una bellezza capace di adombrare le brutture quotidiane dell’inciviltà e della criminalità. Una bellezza che rivendica di essere presa in considerazione, protetta, tutelata e promossa tutti i giorni dell’anno promettendoci in cambio, magari, una via d’uscita dal tunnel della cronaca nera.

Di Valentina Mazzella

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