Home Cronaca Napoli, aggressione al pronto soccorso del Santobono. Sanitari: “Pronti ad andare via”

Napoli, aggressione al pronto soccorso del Santobono. Sanitari: “Pronti ad andare via”

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“Così non possiamo svolgere con serenità il nostro lavoro”

“Ancora una volta mi trovo costretta a rivolgermi a voi, ancora una volta sono qui a parlavi dell’ennesima aggressione avvenuta al pronto soccorso del Santobono“. Comincia così la testimonianza raccolta dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che segnala l’episodio avvenuto all’ospedale Santobono di Napoli, dove il papà di un bimbo in attesa al pronto soccorso ha dato in escandescenze dopo appena 13 minuti.

“A breve andremo tutti via, scapperemo da questa sanità che non ci tutela, scapperemo da questa realtà – denunciano gli operatori – che non ci permette di svolgere con serenità il nostro lavoro”. E’ l’aggressione numero 50 nel territorio dell’Asl Napoli 1 da inizio anno, la 76.esima contando anche la Napoli 2. Il piccolo paziente è arrivato in pronto soccorso stamattina alle 8, aveva la febbre comparsa da qualche ora. Gli viene assegnato un codice verde, il bimbo – riferiscono gli operatori – non aveva parametri alterati e non era sofferente. Dopo 13 minuti di attesa, il padre del bambino fa irruzione all’interno del box visite iniziando a insultare con parole scurrili e minacce verbali di aggressione fisica, sessuale e di morte la dottoressa presente. Le guardie giurate di turno sono intervenute in tempi rapidi, ma la dottoressa oggetto di minacce ha avuto un malore e ha dovuto abbandonare il posto di lavoro per farsi curare in un altro ospedale e successivamente per sporgere denuncia al commissariato.

“Questo è l’ennesimo caso di aggressione – sottolineano gli operatori del pronto soccorso del Santobono – ogni giorno ne avvengono tanti e ormai non riusciamo nemmeno più a contarli. Il gentil padre ha ben pensato che 13 minuti di attesa erano troppi. Ha ben pensato che aggredendo il medico avrebbe ottenuto una visita in minor tempo, ha ben pensato che così facendo le attese nei pronto soccorso diminuiranno. Non ha messo in conto però che così facendo, continuando ad aggredire il personale sanitario, le attese non diminuiranno, ma aumenteranno perché a breve non ci sarà più abbastanza personale sanitario da garantire il servizio pubblico”.

“Vorrei inoltre ribadire che il pronto soccorso non è un ambulatorio per visite mediche – continua la testimonianza – il pronto soccorso è per le urgenze ed emergenze. In pronto soccorso non si va perché ‘il mio pediatra non risponde a telefono’. Non si va ‘perché il mio pediatra senza tampone non visita mia/o figlia/o’, eccetera. Sono qui, a nome di tutti i miei colleghi infermieri, medici e Oss a chiedere, ancora una volta, aiuto a chi di dovere. Abbiamo bisogno di personale, abbiamo bisogno di un drappello che ci tuteli e ci aiuti a garantire il pubblico servizio, abbiamo bisogno che il territorio inizi a lavorare meglio, abbiamo bisogno che i pediatri visitino i loro assistiti Sempre. Siamo saturi, siamo stanchi”.

 

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