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NAPOLI: CITTA' INVASA DA ERBACCE E CESPUGLI

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NAPOLI. La panchina affacciata sul panorama di via Orazio è invasa dalle sterpaglie ed è impossibile sedersi. Di fianco alla sede del Comune di via Lieti è spuntata una prateria. Off limits i marciapiedi davanti alla scuola Tito Livio di largo Ferrandina, l’erba è ovunque.
Strade mangiate dalla natura selvaggia che nessuno taglia, verde invadente e le municipalità dichiarano “emergenza”: non si contano più le segnalazioni arrivate negli uffici comunali.

Sos lanciato per il pericolo igienico sanitario, visto che gli arbusti fuoriusciti dall’asfalto diventano ricettacolo di sporcizia e animali, è allarme per l’impraticabilità dei luoghi, perché l’erba cresciuta sfratta i pedoni dai marciapiedi, infesta gli stalli dei parcheggi, ostruisce le visuali per le auto.

Il “mistero” del verde lasciato crescere lì dove dovrebbe esserci solo la città è presto risolto: due mezzi con quattro addetti in totale girano ogni giorno per togliere l’erba dalle strade. Un appalto affidato dall’Asia, azienda di igiene del Comune, a ditte esterne. Il costo è di 90 mila euro per un totale di 300 servizi. In pratica un appalto a cotimo.

Le due squadre ingaggiate hanno un tetto prestabilito di interventi da compiere, eseguiti in base alle segnalazioni ricevute da Asia. Lì dove c’è l’emergenza arriva il tagliaerba. Ma non c’è un piano prestabilito dove sono indicati i luoghi infestati dal fenomeno. Non si tiene conto del periodo di ricrescita dell’erba, calcolando la frequenza con cui ritornare nelle stesse strade. Si procede invece per interventi “spot”. Spruzzando prima una sostanza chimica che secca la pianta alla radice e poi lavorando di falcio.

“Il servizio affidato all’esterno, spiegano in Asia, affianca l’opera dei nostri operai interni diminuiti sempre di più negli ultimi anni a causa dei pensionamenti. La mutazione climatica a cui stiamo assistendo che alterna acquazzoni a sole comporta ricrescite sempre più frequenti e rigogliose”.

Un caso monitorato: via Caravaggio. A fine luglio le erbacce si arrampicano sul ciglio della strada fino ai cartelloni pubblicitari, il 4 agosto si pulisce ma dopo appena 23 giorni già rispunta la vegetazione. “La situazione è pesante al Vomero”, avverte il presidente Mario Coppeto. Non va meglio a Calata Capodichino, rione Traiano, Scampia, Colli Aminei, Chiaia. L’invasione verde non fa differenza in città. “Abbiamo le foreste sui marciapiedi”, lamenta Giuliana Di Sarno, presidente della terza Municipalità.

Sulla carta il Comune dispone di quasi mille giardinieri, personale con un’età media superiore ai 50 anni e in molti casi inabile al lavoro. Curano parchi, aiuole, alberi di basso fusto, per quelli più alti ci sono le ditte esterne. Di fatto non spettano a loro i marciapiedi. Poi ci sono una quarantina di operai della NapoliServizi (altra società del Comune, ndr), addetti anche loro al verde pubblico, che di recente sono transitati in Asia.

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