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Napoli dopo l’Unità d’Italia

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Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica: “𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂: 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂, 𝒂𝒏𝒆𝒅𝒅𝒐𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒕𝒂'”. 

 

Il 17 marzo 1861 viene proclamato il Regno d’Italia. Napoli, la città più importante del Mezzogiorno di cui fu per molti secoli capitale, diventa una delle tante città del Regno d’Italia.

La perdita del ruolo di capitale comportò l’impoverimento di tanta parte della popolazione e la crisi delle attività industriali, favorite precedentemente dal sistema protezionistico borbonico.

Gaetano Salvemini, storico e uomo politico, nel suo “Scritti sulla questione meridionale” ben sintetizza la situazione dell’epoca: «Se dall’unità d’Italia, il Mezzogiorno è stato rovinato, Napoli è stata addirittura assassinata. È caduta in una crisi che ha tolto il pane a migliaia e migliaia di persone».

Di fronte all’evidenza che le scelte politiche dello Stato unitario non favorirono lo sviluppo del Mezzogiorno e sotto la spinta del sindaco di allora, Nicola Amore (1885), si finanziarono degli interventi sotto il titolo di Piano di Risanamento della Città di Napoli allo scopo di risolvere il problema del degrado di alcune zone della città.

Con l’avanzata del fascismo, Napoli non rispose benevolmente. Nelle elezioni del 1924, infatti, la lista fascista conquistò poco più del 50%. 

Statua di Nicola Amore a Piazza Vittoria.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Napoli fu la prima città ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista nelle famose Quattro Giornate. La città, semidistrutta dalla guerra, sarà decorata di medaglia d’oro al valor militare.

Raccontare la Storia di Napoli non potrà mai risultare esauriente, ma anche quel poco basta a capire che dal mitico sbarco dei Greci ad oggi – e sono ormai più di 2500 anni – Napoli ha sempre ritrovato la via della Resurrezione.

 

Saluti cordiali e un augurio di Buona Pasqua!

Pino Spera, Responsabile della Sezione Storia della Biblioteca I Care, Pomigliano d’Arco (NA).

 

 

 

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