Home Cronaca Non vogliamo essere rinchiusi in un ghetto: NO al Ministero della disabilità

Non vogliamo essere rinchiusi in un ghetto: NO al Ministero della disabilità

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di Giuseppe Musto

Habemus Governo! Nel pomeriggio ieri il giuramento dei ministri sulla bandiera della Repubblica , dopo un’estenuante “tira e molla” di mesi tra Lega e Movimento 5 Stelle che  finalmente hanno raggiunto un accordo. Grandi novità per il “mondo “ della disabilità:tanti anni per integrarci ed includerci nella società al pari delle opportunità come persone, anche se con altre abilità ,  per poi essere ridefiniti  nuovamente “disabili” anche da un Ministero. Personalmente  leggo a chiare lettere “subcultura, arretratezza sociale e propaganda”. Non esulto per la costituzione di un ministero sulle disabilità, sono un uomo con altre abilità ma non per questo  mi sento diverso dagli altri e non per questo desidero essere trattato diversamente dagli altri, avrei , invece voluto che le innumerevoli leggi, in cui i più vedono solo assurdi privilegi, fossero fatte rispettare alla stessa stregua delle altre leggi del mio Paese. Il punto è che “ noi” ,come  persone, frequentiamo le stesse scuole degli studenti “normodotati” (la prima legge a prevederlo risale, pensate, a quasi 50 anni fa), siamo curati dallo stesso  Sistema Sanitario Nazionale, non percorriamo strade che non siano sotto la sovrintendenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come il resto degli italiani, lavoriamo negli stessi posti di lavoro degli “abili” e, generalmente, siamo assunti con gli stessi contratti,  le  leggi particolari che ci tutelano, inoltre,  sono state già affrontate dai   ministeri di competenza. Allora, quale sarebbe il valore aggiunto di questo Ministero nella vita delle persone con disabilità? Sinceramente l’unico”plus” che riesco a vedere è quello relativo ai costi di mantenimento di un organo che assottiglierà il già non rigonfio portafoglio degli italiani, disabili compresi! Il ministro Fontana, inoltre, sembra poi, essere del tutto inadeguato a supportare le “diversità”considerando lo stampo rigorosamente conservatore su molti temi tra i quali la famiglia, non dimentichiamo, infatti, una  serie di sue affermazioni in merito in cui forti si leggono toni di raccapricciante intolleranza “Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni “, “ i matrimoni gay e la teoria del gender, da un lato, e l’immigrazione di massa dall’altro, “mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni” paventando il rischio di “cancellazione del nostro popolo”.“ Se tali sono i presupposti  non credo affatto che questo  Ministero possa cambiare la mentalità e l’approccio della gente, o meglio , non certo in positivo. Quando cammino per strada ancora fermano a fissarmi ,o al contrario per molti posso essere addirittura invisibile, non è mancanza di tatto ma mancanza di orizzonti ; la persona con altre abilità non è un “malato  che  deve essere accudito e protetto” è  solo una persona con esigenze diverse  alle quali la società dovrebbe solo adeguarsi più o meno come ci si adegua ad un nuovo taglio di capelli il punto è , come affermava Nilde Iotti, che sarebbe necessario cogliere negli altri  solo quello che di positivo sanno darci e non combattere ciò che è diverso , che “è altro da noi”

 

 

 

 

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