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Perché tante persone detestano i musical?

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CINEMA – Perché tante persone detestano i musical? È la domanda che verrebbe da porsi ascoltando molta gente. Senza disturbare indagini e statistiche, è infatti abbastanza comune sentire amici o conoscenti ammettere di non apprezzare il genere. Alcuni dichiarano addirittura di odiare i musical in modo irrefrenabile.

Non a caso, proprio per questo motivo, ultimamente le campagne pubblicitarie di alcuni film avrebbero scelto di omettere nella locandina e nel trailer che l’opera sia un musical. È successo di recente con diversi titoli: con “Wonka” (distribuito lo scorso 14 dicembre 2023), con “Il colore viola” (prossimamente nelle sale italiane) e con “Mean Girl” (dal 12 gennaio 2024).

In questi casi la promozione cinematografica sta spesso preferendo usare un’espressione alternativa: “film musicale”. Ma perché? È presto detto: il timore è quello di “spaventare” il pubblico e incorrere nel pericolo della scarsa affluenza nelle sale. Insomma, si teme che lo svelare la vera natura di un musical possa costituire un deterrente per gli spettatori.

Torniamo però al quesito iniziale: perché tante persone detestano i musical? Quando le canzoni non sono tradotte e necessitano dei sottili, ad alcuni dà fastidio dover leggere le scritte in sovraimpressione. Li distrae dalle immagini sullo schermo e li annoia. La ragione, invece, più condivisa è quella di quanti evidenziano che i musical siano del tutti irrealistici. Chi nella vita reale si fermerebbe per iniziare a cantare e a ballare? Naturalmente nessuno. E per questo in molti giudicano i musical sciocchi e insopportabili.

Ma noialtri a cui, invece, il genere piace – e pure parecchio – non la pensiamo così. Ovvio, sappiamo bene che certe sequenze musicali siano inverosimili, ma non importa. I musical ci piacciono proprio per quella dimensione fantasiosa e sospesa in cui i personaggi esternano pensieri ed emozioni a suon di musica. Del resto i film di questo filone vantano una tradizione d’oro alle spalle.

Il musical è nato negli Stati Uniti d’America tra l’Ottocento e il Novecento. Prendendo spunto dalla commedia musicale italiana, ha raggiunto il suo primo successo sui palcoscenici teatrali. Pensiamo ad esempio all’intramontabile Broadway. Infine è approdato nel cinema con centinaia di film che, con un’eccitante combinazione di danze e canzoni, da decenni fanno divertire, commuovere e sognare migliaia di appassionati. Anche senza la benedizione di quanti provano l’orticaria dinnanzi all’annuncio di un nuovo musical.

Di Valentina Mazzella

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