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San Pietroburgo, arrestata 80enne che manifestava per la pace: Yelenia Osipova è una sopravvissuta dell’assedio nazista della Seconda Guerra Mondiale

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SAN PIETROBURGO – Una signora anziana con un basco in testa e una sciarpa a quadri avvolta a riscaldarle il collo. Piccina, con i capelli grigi e i pugni stretti forti e fieri nel reggere dei cartelloni di protesta. La traduzione di quanto vi è scritto sopra è un messaggio semplice e rivoluzionario: “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un eroe!”. È una delle innumerevoli immagini di impatto che la Storia sta regalando al mondo in questi giorni. La donna si chiama Yelena Osipova e ha 80 anni. È stata arrestata e portata via dalle autorità in piazza a San Pietroburgo l’altro ieri, mentre contestava la guerra in Ucraina. Le foto e i video di quanto è accaduto hanno fatto subito il giro dei media rimbalzando da una testata all’altra.

Le persone intorno a lei applaudono e cantano in coro “No alla guerra”. Poi arrivano due agenti di polizia e le si avvicinano. Le dicono qualcosa, probabilmente che non può manifestare il suo dissenso. Yelena resta in un primo momento impassibile, non si muove. Gli agenti allora la portano via. Vogliamo immaginare anche con un po’ di imbarazzo trattandosi di una donna che potrebbe esser madre o addirittura nonna per molti di loro. Gli altri manifestanti hanno continuato a ripetere: “No alla guerra! No alla guerra!”. Tuttavia dai filmati non risulta nessun intervento in difesa della signora. Quasi sicuramente per timore di essere a loro volta arrestati.

Yelenia però non appare sconvolta. Indagando, i giornali hanno scoperto un po’ del suo vissuto. La donna pare sia nata a Leningrado durante l’assedio delle truppe naziste della Seconda Guerra Mondiale. La città doveva essere conquistata nel giro di sei o otto settimane, ma alla fine, grazie alla resistenza dei cittadini, qui Hitler subì una delle prime sconfitte. L’assedio durò circa due anni e mezzo, dall’8 settembre del 1941 al 27 gennaio 1944, il giorno in cui venne dichiarata ufficialmente la liberazione della città. Anagraficamente Yelena Osipova è dunque nata in un periodo storico in cui era ben chiaro cosa significasse vivere sotto le bombe e i missili. Conosce bene gli orrori della guerra e delle invasioni. Per questo ha provato ad alzare la voce come altre 7.629 persone che negli ultimi giorni sono state arrestate in 121 città russe. 

Per molti la situazione dei canali di comunicazione è assolutamente critica. Secondo l’Ovd-Info, la Duma di Stato starebbe discutendo per modificare il codice penale e consentire la reclusione fino a 15 anni per “false informazioni” sulle attività dell’esercito russo. Se una legge simile venisse approvata, le persone verranno probabilmente perseguite penalmente per qualsiasi informazione sulla guerra in Ucraina in disaccordo con la versione ufficiale dello Stato russo. Il mondo del nuovo millennio resta incredulo. La speranza sopravvive grazie al coraggio e ai valori di persone come Yelenia.

Di Valentina Mazzella 

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