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Autonomia differenziata: in piazza del Plebiscito per dire no al ddl Calderoli. Scarsa la partecipazione popolare

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De Magistris: “L’unico strumento per far crescere la consapevolezza in Italia e’ attivare una grande mobilitazione popolare

Nel giorno in cui il disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata è approdato in Senato e ha iniziato il suo blindato percorso parlamentare, la rete dei comitati che tentano di bloccare il passo alla legge Calderoli, ieri ha dato vita a presidii contemporanei in 28 piazze italiane, davanti alle prefetture, da Venezia a Napoli, da Trieste a Trapani, proteste anche in Germania a Francoforte. Appuntamenti culminati nella manifestazione di Roma, davanti al Pantheon, al quale hanno partecipato, tra gli altri, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5s Giuseppe Conte e quello di Si Nicola Fratoianni.

A Napoli circa 200 persone si sono radunate in piazza del Plebiscito per manifestare contro il ddl Claderoli. All’appuntamento, organizzato dal comitato contro l’autonomia differenziata, ha partecipato una rappresentanza del Pd campano, del Movimento Cinque Stelle e delle sigle sindacali della Uil Campania, Cgil Napoli e Campania, Cobas e Usb, oltre a diverse associazioni e movimenti civici.

Al presidio era assente il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. In piazza del Plebiscito, c’erano invece gli ex sindaci Antonio Bassolino e Luigi de Magistris.“L’autonomia e’ un fatto negativo non solo per il Sud – sottolinea Antonio Bassolino – ma per tutto il Paese, perche’ l’Italia e’ gia’ troppo divisa e cosi’ aumenterebbero ancora di più le disuguaglianze”. Luigi de Magistris sottolinea che il problema della lotta contro l’autonomia e’ che “non e’ diventata una lotta popolare. Non passa come una priorità – aggiunge – e non viene vista come qualcosa che inciderà da subito sul Sud, sui più fragili, sulle periferie. L’unico strumento per far crescere la consapevolezza in Italia e’ attivare una grande mobilitazione popolare“.

Anche il segretario della Cgil di Napoli e Campania, Nicola Ricci, batte sulla necessità di coinvolgere maggiormente i cittadini. “C’e’ una responsabilità di tutti – ragiona – a partire dalle grandi organizzazioni, come partiti e sindacati, se le giovani generazioni non si sentono protagoniste. C’e’ un Governo che, in 14 mesi, e’ andato avanti con 50 voti di fiducia e altrettanti decreti legge. Anche sull’autonomia differenziata si procederà a colpi di maggioranza e potrebbe diventare anche un tema di scambio elettorale in occasione delle prossime Regionali”.

Per il segretario regionale della Uil, Giovanni Sgambati “questa autonomia differenziata come è presentata è una ulteriore mazzata per il Mezzogiorno . Avremmo invece bisogno di una politica nazionale sulla sanità, di una scuola pubblica rafforzata, invece c’e’ l’idea di dividere il Paese – evidenzia – Non serve al Sud, ma non serve neanche per uno scatto competitivo del Paese, che conterebbe ancora meno in Europa e nel mondo”.

Marco Sarracino deputato del Pd: “Il tema è rendere l’opposizione che stiamo conducendo in Parlamento anche un’opposizione di carattere popolare. Per questo ben vengano tutte le iniziative come quella di oggi, noi ne facemmo un’altra molto partecipata come Pd la scorsa estate, ma continueremo a farne molte altre perché purtroppo l’ approvazione di questo disegno di legge sarebbe un vero e proprio spacca-Italia. Aumenteranno i divari e le disuguaglianze, si rende in una condizione di quasi irreversibilità il Mezzogiorno, dopo che in un anno il Governo ha ridotto le risorse per combattere la povertà smantellando il reddito di cittadinanza, ha affossato il salario minimo, centralizzato la Zes con la Zes unica, tagliato il fondo perequativo infrastrutturale di 3,5 miliardi. Tutte scelte che messe insieme danno un colpo micidiale al Mezzogiorno. Per questo il Pd si opporrà a questo disegno di legge”.

 

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