Home Cronaca Corsica: l’indipendentista Yvan Colonna è morto, l’isola insegue l’autonomia dalla Francia

Corsica: l’indipendentista Yvan Colonna è morto, l’isola insegue l’autonomia dalla Francia

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CORSICA – Eravamo rimasti al ricovero del militante indipendentista corso Yvan Colonna presso un ospedale di Marsiglia lo scorso 2 marzo 2022. L’uomo era stato stato aggredito da un detenuto jihadista nel carcere di Arles in cui era recluso. Il suo ricovero d’urgenza aveva sollevato la rabbia delle frange separatiste corse. Innumerevoli manifestanti si erano riuniti davanti al Palazzo di Giustizia di Ajaccio e alla Prefettura di Bastia con striscioni su cui si leggeva “Statu francese assassinu”. Le proteste non si erano fermate agli slogan. Non erano mancati gli attacchi alle forze dell’ordine anche con bottiglie molotov (ne avevamo parlato qui: https://www.napolisera.it/2022/03/14/corsica-in-tumulto-le-manifestazioni-di-fuoco-degli-indipendentisti-corsi-contro-la-francia/). I partecipanti chiedevano a gran voce l’indipendenza della Corsica dalla Francia. Alla fine erano stati contati 102 feriti, tra cui 77 agenti di polizia.

Dopo quasi un mese come si è evoluta oggi la situazione nell’isola? Cosa sta accadendo adesso in Corsica? Tanto per iniziare, in data 21 marzo 2022, Yvan Colonna è morto dopo circa venti giorni di coma. L’aggressione di Franck Elong Abé era stata particolarmente violenta. Nonostante entrambi i detenuti fossero sotto sorveglianza speciale, lo jihadista ha strangolato Colonna fino a ridurlo in fin di vita. La lite tra i due sarebbe nata perché l’indipendentista corso aveva provocato Franck Elong Abé (36 anni), condannato a nove anni di detenzione per terrorismo dopo avere combattuto in Afghanistan contro l’Occidente. Colonna avrebbe insultato la fede islamica. Lo jihadista lo avrebbe accusato di blasfemia “per aver parlato male del Profeta”. Colonna avrebbe difeso in risposta il suo ateismo ‘alla francese’. Erano da soli nella palestra del carcere di Arles per svolgere l’ora di attività fisica. Qui Franck Elong Abé pare abbia avuto il tempo di picchiare Colonna, indisturbato per otto minuti, e infine soffocarlo con sacchetti di plastica e asciugamani. Il tutto senza l’intervento di alcun sorvegliante.

Come se non bastasse, Yvan Colonna sarebbe stato anche soccorso in ritardo dai secondini. Lo stesso Franck Elong Abé avrebbe avvisato gli addetti dell’emergenza. Soprattutto questa informazione ha scaldato l’ira delle folle che hanno poi organizzato i tumulti incandescenti delle ultime settimane. Rammentiamo che Yvan Colonna aveva 61 anni ed era stato condannato all’ergastolo per l’assassinio del prefetto Claude Erignac del 6 febbraio del 1998. Prima dell’arresto a Olmeto nel 2003, era stato a lungo latitante e ricercato in lungo e in largo. Al momento era etichettato in galera come “detenuto particolarmente segnalato”. Fuori dal carcere di Arles, era invece già da anni considerato dagli indipendentisti corsi un “prigioniero politico”. Adesso la sua definitiva morte lo ha conclamato negli stessi ambienti come un vero e proprio martire. “Morto per la Corsica” ha scritto, ad esempio, su Twitter “Core in Fronte”, il principale partito indipendentista. La sua scomparsa getta benzina sulla fiamma del nazionalismo corso. I separatisti accusano la Francia di essere responsabile del decesso, di essere “uno Stato assassino”.

Le autorità francesi stanno correndo al riparo per quietare i bollenti spiriti. Durante un’intervista di “Europa 1”, il portavoce del governo francese Gabriel Attal ha invitato la Corsica “alla calma e al dialogo”. Ha promesso ai manifestanti che “sarà fatta luce” sull’aggressione di Colonna. La settimana scorsa, il Ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha addirittura lasciato intendere che il governo francese sia disponibile alla concessione di una forma di autonomia corsa. Pur precisando: “Il mantenimento della Corsica nella Repubblica e il fatto che non accetteremo mai che ci siano due categorie di cittadini in Francia”. Per adesso le trattative sono previste a Parigi per il mese di aprile.

Di Valentina Mazzella

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