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Museo Capodimonte, entro due anni alimentato per il 90% da energia solare

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Sangiuliano: ‘Una virtuosa collaborazione tra pubblico-privato. Abbiamo creato un modello’. Partner Engie

Entro due anni il novanta per cento dell’energia del museo di Capodimonte sarà assicurato da 4.500 moduli fotovoltaici installati sul tetto, integrati e invisibili. Il progetto è stato presentato oggi: come ha spiegato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano “oltre a migliorare la sostenibilità energetica e ambientale del Museo e del Real Bosco di Capodimonte rendendo l’esperienza dei visitatori più moderna e confortevole, il MiC intende dare un forte impulso alla valorizzazione dei nostri beni culturali anche attraverso servizi innovativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’utilizzo della tecnologia digitale”. Quello con Engie, operatore particolarmente attivo nel campo delle energie ‘pulite’, è il primo partenariato pubblico privato all’interno del MiC .

“Grazie alla virtuosa collaborazione tra pubblico e privato siamo riusciti a creare un modello replicabile in altre realtà museali, attuando in pieno, grazie ad un’iniziativa di grande valore culturale ed ambientale, le prescrizioni sulla tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della Nazione indicate dall’articolo 9 della Costituzione”, sottolinea Sangiuliano.

Lo strumento è quello del project financing, con un investimento di 45 milioni e 726mila euro, di cui 22,2 milioni di contributo pubblico (48,56%) e 23,5 milioni del privato.

Per Monica Iacono, ceo di EngieItalia, “anche l’efficienza energetica del patrimonio artistico culturale è un tassello fondamentale per supportare il percorso di decarbonizzazione del Paese. La riqualificazione avviata con Capodimonte rappresenta una sfida sia per l’azienda, impegnata a supportare anche la P.A. nel percorso di transizione energetica, sia per l’intero sistema museale che può replicare interventi come questo”. I lavori termineranno a dicembre 2025 e in questo periodo il museo resterà aperto, chiuderanno singole aree. Per il direttore uscente Sylvain Bellenger “oggi è una data storica”. Alla presentazione interventi di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

 

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