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Pomigliano d’Arco: tra le zone più inquinate d’Europa secondo l’ultimo report mondiale sulla qualità dell’aria

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Foto del polo industriale di Pomigliano D'Arco negli anni Sessanta.

POMIGLIANO D’ARCO – Secondo il più recente report di World Air Quality, l’Italia è al 67esimo posto tra i Paesi più inquinati nel mondo. In particolare il campanello d’allarme riguarda la Campania. “Il Mattino” riporta i dati pubblicati il 29 marzo 2022: nella zona industriale (Area Asi) di Pomigliano d’Arco le condizioni dell’aria, a quanto pare, raggiungono un livello di inquinamento catalogato tra il “malsano” e “molto malsano“. Dati inferiori solo a quelli di una città della Norvegia, Rødovre.

World Air Quality Report ha divulgato un rapporto che analizza e confronta milioni di misurazioni di Pm2,5 eseguite in migliaia di località in tutto il mondo, ben 6.475 città in 117 Paesi diversi. “Pm2,5” è il termine tecnico con cui si indica l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria. In soldoni è una sorta di classificazione numerica data alle polveri sottili in base alle dimensioni medie delle loro particelle.

Polo industriale di Acerra.

Tra le migliaia di cittadine monitorate, l’Arpac (ossia l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) e l’European Environment Agency hanno rilevato che l’area di Pomigliano d’Arco è tra le tre aree più inquinate dell’Europa centrale per media giornaliera. Il Comune appartiene alla città metropolitana di Napoli e conta circa 42mila abitanti. Già nel Novecento la cittadina è diventata famosa nel panorama nazionale per il suo ricco polo industriale, tra i più grandi e sviluppati dell’Italia meridionale. Peccato che questo comporti dei dannosi effetti collaterali.

Sul suo territorio ci sono lo stabilimento Gian Battista Vico di Stellantis, il centro Elasis, lo stabilimento della Leonardo (ex Alenia Aermacchi) e quello dell‘Avio (General Electric). Negli anni sessanta Pomigliano ha ospitato inoltre il primo aeroporto della Campania. Come se non bastasse, poco distante c’è anche il polo industriale di Acerra. Le due zone sarebbero le principali responsabili dell’eccessivo inquinamento dell’aria in Campania.

Inceneritore di Acerra.

Una notizia per nulla rassicurante se si considera che l’inquinamento atmosferico e la cattiva qualità dell’aria costituiscono il principale pericolo per l’uomo moderno. Ogni anno muoiono circa 7 milioni di persone a causa di cancro, asma, malattie polmonari e cardiache. Per questo, nel 2006, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha ridotto la soglia tollerabile di concentrazione annuale di Pm2,5 della metà, da 10 µg/m³ fino a 5 µg/m³, con lo scopo di tutelare la salute globale e abbassare il tasso di mortalità. Un traguardo che è necessario raggiungere il prima possibile.

Di Valentina Mazzella

 

 

 

 

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