Home Cronaca Rdc: L’ultima rata del reddito annunciata con un sms dell’Inps. Acerbo, PRC:...

Rdc: L’ultima rata del reddito annunciata con un sms dell’Inps. Acerbo, PRC: “Speriamo in una rivolta”

292

Cgil, Fp Cgil: “E’ necessario prorogare il termine di 7 mesi per la sospensione del Reddito di Cittadinanza”

Sono 169mila le famiglie beneficiarie di reddito o pensione di cittadinanza che hanno ricevuto dall’Inps l’sms che le avvisava della sospensione del sussidio da agosto. Il messaggio è arrivato a chi è in nuclei familiari nei quali non ci sono componenti disabili, minori o over 65 come prevede la nuova normativa. L’ultima rata percepita è quella del 27 luglio scorso.

La Campania è la regione con il più alto numero di beneficiari e dove, pur essendosi registrati incidenti di minor conto, si sono formate lunghe file di persone che chiedevano chiarimenti agli sportelli Inps. Solo nella regione gli sms arrivati sono stati quasi 37.000. A Napoli, che è la provincia con il numero più alto di beneficiari con quasi 146mila famiglie, centinaia di persone, dopo aver ricevuto l’sms sullo stop all’erogazione hanno protestato e chiamato l’Inps di Napoli e della provincia per avere chiarimenti in merito ai nuovi requisiti. Nella mattinata di ieri, alla sede Inps di via De Gasperi, a Napoli, due persone hanno avuto un alterco con i vigilantes all’ingresso. Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania, parla di “rischio di bomba sociale”.

“Le famiglie a cui questo governo sta togliendo il reddito di cittadinanza fanno bene a protestare come sta accadendo a Napoli. Non devono però prendersela con i dipendenti dell’INPS che non hanno alcuna responsabilità ma con il governo e i partiti della destra che tagliano il reddito. La comunicazione via sms spero faccia esplodere una rivolta che sarebbe sacrosanta contro questo governo dei ricchi e dei prepotenti. Il taglio del reddito è una misura infame e sarebbe grave se non ci fossero proteste. Tifiamo rivolta”, ha detto Maurizio Acerbo, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare.

Forte la preoccupazione anche dell’assalto ai servizi sociali. Il testo dell’Sms infatti oltre ad annunciare la sospensione del reddito recita: “Domanda di reddito di cittadinanza sospesa come previsto dall’articolo 48 del decreto legge 20/23 in attesa di eventuale presa in carico dei Servizi sociali”. Così il presidente degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi paventa un rischio di aggressione agli stessi mentre l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese, invita i cittadini a non andare ai servizi sociali per chiedere informazioni: “è inutile recarsi ai Servizi sociali. Chi ha perso il reddito di cittadinanza ed è ritenuto occupabile, cioè ha tra i 18 e i 59 anni di età, non ha persone disabili a carico e non ha minori a carico, potrà ricevere 350 euro al mese come supporto alla formazione al lavoro attraverso gli sportelli dei Centri per l’Impiego e l’Inps. Ricevono ancora il reddito di cittadinanza fino a dicembre le persone che hanno a carico dei minori, che sono ultrasessantenni e che hanno nel nucleo familiare delle persone disabili. Queste persone dal primo gennaio 2024 riceveranno un contributo non inferiore a 480 euro, sempre su segnalazione del Centro per l’Impiego attraverso una piattaforma che metterà in collegamento Centri per l’Impiego e Servizi sociali”. “Chiedo di non recarsi per questo motivo alle sedi dei nostri Servizi sociali”, è l’appello di Trapanese.

Dure anche le dichiarazioni della Funzione Pubblica Cgil che in una nota chiedono una proroga del Reddito. “Oggi un sms dell’INPS ha annunciato a centinaia di migliaia di beneficiari del Reddito di Cittadinanza la sospensione, dal 1 agosto, del sostegno economico, come previsto dal decreto lavoro, convertito in legge poche settimane fa. Così, semplicemente, 169mila persone, tra i 18 e i 59 anni, scoprono di essere occupabili, di non aver più diritto nemmeno ad un euro, a prescindere dalla loro condizione di vulnerabilità. Unica speranza per migliaia di famiglie in povertà rimane l’essere prese in carico dai servizi sociali comunali, quei servizi sociali e quella presa in carico che il Governo ha sacrificato sull’altare di una presunta ‘occupabilità’ che non tiene conto dei bisogni e delle fragilità delle persone”. Così una nota della Funzione Pubblica Cgil. “A questo punto toccherà agli assistenti sociali e alla fragile rete dei servizi sociali dei Comuni, debole soprattutto al sud dove ci sono la maggioranza dei percettori del RDC, confrontarsi con il disagio e la disperazione di molte persone che perdono l’unico reddito e che hanno solo poche settimane per non perdere il beneficio economico. Migliaia di domande davanti a poche unità di assistenti sociali e allo scarso personale dei servizi, a volte precario”, prosegue FP Cgil. “La brutta riforma del RDC sta lasciando senza sostegno migliaia e di persone e ne sta scaricando la responsabilità sulle lavoratrici e sui lavoratori dei servizi sociali. Per loro il già quotidiano rischio di un lavoro a contatto proprio con i più deboli e i più fragili, diventa così insostenibile, soprattutto per l’incapacità di rafforzare i servizi sociali, nonostante ci siano, da oltre due anni, i finanziamenti necessari per assumere migliaia di assistenti sociali e di altre figure professionali che sarebbero stati indispensabili per fronteggiare una situazione di questo tipo, figlia di un furore ideologico ed una approssimazione operativa che non possono pagare certo lavoratrici e lavoratori”, dice il sindacato.

Per la CGIL e la FP CGIL “è necessario prorogare il termine di 7 mesi per la sospensione del Reddito di Cittadinanza e dare modo alla popolazione in condizione di bisogno di essere presa in carico dai servizi comunali. Abbiamo bisogno di procrastinare i termini, così assurdi, assumere rapidamente il personale a tempo indeterminato necessario ed assicurare e garantire la formazione necessaria per dare le risposte necessarie ad un problema così grave come la povertà”.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here