Ethnos 2026 a Napoli, quattro giorni di musica dal mondo

NAPOLI – La musica del mondo arriva nel cuore del centro storico. Dal 24 al 27 settembre Napoli ospita una delle tappe principali della XXXI edizione di Ethnos, lo storico festival dedicato alla world music ideato e diretto da Gigi Di Luca. Quattro giorni di concerti e incontri nella Chiesa di Santa Maria Donnalbina, con artisti provenienti dall’Italia e da diversi Paesi, tra cui Iran, Corea, Spagna e Tunisia.

La tappa napoletana è promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026 del progetto “Napoli Città della Musica”, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Banca di Credito Popolare.

Il programma rientra tra i 55 progetti inseriti nella Linea d’azione 2 del bando Cultura Napoli 2026, iniziativa destinata ad animare le Municipalità cittadine fino a marzo 2027. Il piano prevede un investimento complessivo di circa due milioni di euro e punta a sostenere gli operatori culturali, favorire la partecipazione e costruire un’offerta capace di mettere in relazione patrimonio, innovazione e territorio.

Dopo gli appuntamenti di San Giorgio a Cremano, Portici, Castellammare di Stabia e Torre del Greco, Ethnos approda così nel centro di Napoli con un calendario che affianca alla musica dal vivo momenti di confronto e approfondimento.

Tra i protagonisti figurano il compositore iraniano Kiya Tabassian con l’Ensemble Constantinople e la cantante tunisina Ghalia Benali, il duo coreano Dal:um, formato da Ha Suyean e Hwang Hyeyoung, il produttore e musicista catalano Raül Refree e la cantante galiziana Aida Tarrío. Spazio anche alla scena italiana con Maria Mazzotta, l’Ensemble Enerbia e gli Zero Folk Duo.

L’apertura è prevista giovedì 24 settembre. Dalle 19 si terranno gli incontri “Voci dal Salento”, con Maria Mazzotta, e “Voci dal dentro”, dedicato ai canti medievali di San Francesco insieme ai musicisti dell’Ensemble Enerbia.

Alle 20.30 sarà proprio l’Ensemble Enerbia, diretto da Maddalena Scagnelli e con la partecipazione di Enea Sorini, ad aprire la parte concertistica. Il repertorio attraverserà la spiritualità francescana, le tradizioni devozionali medievali e la musica popolare dell’Appennino italiano.

Alle 21.30 toccherà a Maria Mazzotta, voce tra le più conosciute della nuova scena folk italiana e già componente del Canzoniere Grecanico Salentino. Accompagnata da Antonino De Luca alla fisarmonica, porterà sul palco un percorso musicale che attraversa il Sud Italia per spingersi verso atmosfere e cadenze balcaniche.

Venerdì 25 settembre Ethnos guarderà verso l’Asia. Alle 19 il duo coreano Dal:um sarà protagonista dell’incontro “Tradizione e sperimentazione nella musica asiatica”. Ha Suyean, al gayageum, e Hwang Hyeyoung, al geomungo, proporranno poi il loro concerto alle 21.30.

La ricerca delle due musiciste nasce dalla cultura musicale coreana per svilupparsi attraverso un linguaggio contemporaneo e minimalista, costruito sull’incontro tra tradizione e innovazione.

Prima di loro, alle 20.30, saliranno sul palco gli Zero Folk Duo, vincitori del Premio Alberto Cesa 2025. Il progetto strumentale racconta attraverso la musica paesaggi, figure folkloristiche e atmosfere rurali legate a Javalândia, universo ispirato al territorio di Villamagna, in provincia di Chieti.

Sabato 26 settembre sarà invece la volta di Kiya Tabassian. Il compositore e virtuoso iraniano del setar parteciperà alle 19 all’incontro “Un viaggio nella musica iraniana e mediorientale”.

Alle 21 Tabassian tornerà sul palco insieme all’Ensemble Constantinople e a Ghalia Benali. Fondato nel 2001 a Montréal e ispirato simbolicamente all’antica Costantinopoli, il progetto costruisce la propria identità artistica sul dialogo tra Oriente e Occidente, mettendo in relazione epoche, culture e tradizioni differenti, dai repertori medievali fino alla musica contemporanea.

La quattro giorni napoletana si concluderà domenica 27 settembre. Alle 19 è previsto l’incontro “Risonanze contemporanee” con Raül Refree, mentre alle 21 sarà la volta di Gala i Ovidio, progetto nato nel 2021 dall’incontro tra il produttore e musicista catalano e l’artista galiziana Aida Tarrío.

Il duo propone una contaminazione tra tradizione galiziana, pop, elettronica e sperimentazione. Tarrío porta nel progetto il proprio legame con la musica e la danza tradizionale della Galizia, mentre Refree contribuisce con un percorso artistico sviluppato tra produzione, ricerca sonora e nuovo flamenco. Una sintesi raccontata anche nell’album di debutto “Que parece un principio”.

Tutte le quattro serate nella Chiesa di Santa Maria Donnalbina prevedono un biglietto d’ingresso di 8 euro.

Nato nel 1995 con l’obiettivo iniziale di recuperare e valorizzare le tradizioni popolari dell’area vesuviana, Ethnos ha progressivamente ampliato i propri confini fino a trasformarsi in un punto d’incontro tra culture e linguaggi musicali provenienti da ogni parte del mondo.

In oltre trent’anni di attività il festival ha costruito un percorso nel quale la musica diventa strumento di conoscenza e dialogo, mettendo in comunicazione memoria e contemporaneità, tradizioni locali e culture internazionali.

La XXXI edizione, in programma complessivamente dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, coinvolge sei comuni tra Napoli e provincia con 20 appuntamenti musicali, dieci dei quali annunciati in esclusiva nazionale, e la partecipazione di artisti provenienti da 14 Paesi. Dal 24 al 27 settembre questo viaggio farà tappa nel cuore di Napoli, trasformando Santa Maria Donnalbina in un crocevia di suoni e culture.

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